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SPID gratis? La batosta di Poste Italiane è arrivata: ecco chi ti permette ancora di non pagare un euro

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Ora è ufficiale: il gigante che gestisce oltre il 70% delle identità digitali in Italia ha cambiato rotta. Se hai lo SPID con Poste, preparati a vedere un addebito (o una richiesta di pagamento) di 6 euro all’anno. Ma non tutti sono obbligati a pagare: scopriamo chi sono i “superstiti” della gratuità e come evitare il canone.

La stangata di Poste: quanto e quando si paga?

La nuova policy di Poste Italiane prevede un contributo annuale di 6 euro, che scatta a partire dal secondo anno di attivazione.

  • Se sei già utente: hai 30 giorni dalla scadenza annuale per versare la quota.
  • Cosa succede se non paghi? L’identità viene sospesa finché non saldi il debito.
  • Chi è salvo? Poste ha previsto esenzioni per minorenni, over 75, residenti all’estero e titolari di SPID professionale.

I 7 “Eroi” del 2026: dove lo SPID è ancora gratis

Mentre colossi come Aruba, InfoCert e Register.it sono passati a modelli a pagamento o misti, ci sono ancora provider che offrono soluzioni a costo zero, a patto di usare i giusti strumenti (come la CIE o la Firma Digitale).

Ecco la tabella dei gestori che resistono:

Gestore Condizioni per la gratuità
ID InfoCamere Completamente gratuito (ottimo per le imprese).
SielteID Gratis con CIE, CNS o Firma Digitale.
Lepida ID Gratuito (si paga solo se si sceglie il riconoscimento via webcam).
Namirial Gratis con CIE/CNS/Firma; a pagamento via webcam.
Etna ID Gratis con identificazione digitale (CIE/CNS).
Intesi Group Gratuito tramite Firma Digitale o CIE.
TeamSystem Gratis con strumenti digitali, a pagamento via webcam.

Nota Bene: Quasi tutti i provider ora fanno pagare il riconoscimento tramite operatore via webcam (spesso circa 10€). Per avere lo SPID davvero gratis nel 2026, la strada maestra è usare la CIE (Carta d’Identità Elettronica) e uno smartphone con sensore NFC.

Perché questo cambio?

Il motivo è puramente economico. Per anni lo Stato ha garantito rimborsi ai provider, ma i ritardi nei fondi e l’aumento dei costi di sicurezza informatica hanno spinto i privati (e ora Poste) a monetizzare il servizio. In parallelo, il Governo sta spingendo sempre più verso la CIE e il nuovo IT-Wallet, con l’idea di unificare tutto in un unico strumento pubblico e gratuito.

Leggi Anche: Addio PosteID: come disdire lo SPID di Poste in 2 minuti e non pagare i 6 euro di canone

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