L’ultimo report di Europaradicale scatta una fotografia impietosa del sistema ferroviario italiano: nel 2025, viaggiare sui treni AV è diventato un terno al lotto. Su oltre 90.000 convogli monitorati, quasi il 70% ha registrato ritardi, con picchi che rendono alcune tratte dei veri e propri calvari per i passeggeri.
Il “Podio Nero”: le tratte peggiori d’Italia
Il primato negativo spetta alla Puglia. Il Lecce-Milano si conferma il treno più difficile del Paese: in un intero anno è riuscito ad arrivare puntuale solo 18 volte. Non va meglio per chi viaggia tra la Calabria e il Nord, dove i ritardi tendono a sommarsi chilometro dopo chilometro.
| Tratta Ferroviaria | Ritardo Medio | Performance “Shock” |
| Lecce – Milano | 29 minuti | Puntuale solo 18 volte in un anno |
| Milano – Taranto | 28 minuti | Puntuale solo 51 volte in un anno |
| Taranto – Milano | 27 minuti | Criticità cronica |
| Milano – Lecce | 26 minuti | Disagi sistematici |
| Reggio Calabria – Torino | N.D. | Effetto “somma” lungo la Penisola |
Le 4 Zone Critiche: dove il sistema va in tilt
Secondo lo studio, non si tratta di singoli guasti, ma di una fragilità strutturale che colpisce aree specifiche della rete. Ecco dove si concentrano i maggiori disagi:
- La Dorsale Alta Velocità (Milano-Bologna-Firenze-Roma-Napoli): È il cuore pulsante del sistema, ma è saturo. Anche un piccolo intoppo si trasmette a cascata su decine di altri treni.
- Il Nodo Nord-Est (Verona-Padova-Venezia): Qui la convivenza tra treni AV, regionali e merci crea un “collo di bottiglia” che amplifica ogni minimo ritardo.
- La Costa Tirrenica (Genova-Pisa e Salerno-Reggio Calabria): Linee storicamente complesse dove la carenza di binari alternativi rende impossibile recuperare il tempo perduto.
- Il Caso Puglia: Una vera “maglia nera” con collegamenti verso il Nord che viaggiano costantemente fuori orario.
Ritardi estremi: punte fino a 9 ore
Il report evidenzia episodi limite, specialmente lungo il corridoio tirrenico meridionale. Nel mese di novembre, a causa di una serie di eventi di rete concomitanti, alcuni convogli hanno accumulato fino a 9 ore di ritardo, trasformando i viaggi della speranza in vere odissee.
La replica di RFI: “Puntualità al 77%”
I dati di Rete Ferroviaria Italiana offrono una prospettiva diversa. Secondo il gestore, la puntualità nel 2025 è stata del 77% (calcolata con una tolleranza di 10 minuti). La differenza rispetto ai dati di Europaradicale risiede nel metodo di calcolo e nelle cause esterne.
| Fattore di Disagio | Impatto sulla Rete (2025) |
| Cantieri attivi | Oltre 1.300 contemporaneamente |
| Interruzioni di linea | 345.000 (più del doppio rispetto al 2023) |
| Cause esterne | Scioperi, maltempo e guasti a terzi |
Andrea Giuricin: “L’analisi deve partire dai dati corretti”
Andrea Giuricin, Ceo di TRA consulting e professore all’Università Bicocca di Milano, è uno dei più importanti esperti di trasporti in Italia e non solo, dà una lettura diversa: “Prendendo in considerazione i dati ufficiali del Gruppo FS, siamo tornati vicino ai valori storici e quindi in linea con gli standard europei. Sicuramente ci sono alcune linee più complesse di altre, quelle dove non c’è l’alta velocità. Mi riferisco alla Bari-Milano, tra Bari e Bologna non c’è l’AV, è una linea storica dove hai la congestione di treni regionali, Intercity e treni ad AV, oltre ai treni merce. In questo tipo di analisi va tenuto sempre presente che parte del sistema italiano è misto e quindi più complicato da gestire a differenza di quelli completamente separati come avviene in Spagna o in Giappone”. Quindi, al netto del balletto delle cifre, bisogna capire le ragioni che ci sono dietro i numeri.
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