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La controffensiva delle compagnie aeree: IATA ed ERA contro Bruxelles

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L'Europa ha appena dato il via libera a una riforma storica: bagaglio a mano gratis per tutti e rimborsi garantiti dopo 3 ore. Ma le compagnie aeree annunciano battaglia

Non si è fatta attendere la dura reazione dei giganti del settore. In una nota congiunta, la IATA (International Air Transport Association) e la ERA (European Regions Airline Association) hanno espresso una posizione di netto rifiuto, definendo le proposte della Commissione TRAN come “un colpo alla competitività europea“.

Secondo le associazioni di categoria, l’obbligo del bagaglio a mano gratuito e il mantenimento delle soglie di rimborso attuali produrranno un effetto boomerang sui consumatori: a partire da un aumento delle tariffe.L’integrazione forzata del costo del bagaglio nel biglietto base eliminerebbe la possibilità per chi viaggia leggero di risparmiare“, sostengono le associazioni. Non solo, “con la perdita di competitività le compagnie europee si troverebbero a operare con i costi regolatori più alti al mondo, a tutto vantaggio dei vettori extra-UE“.

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Il nodo operativo: perché le 3 ore non bastano?

Uno dei punti più tecnici sollevati da IATA riguarda l’impossibilità fisica di gestire i ritardi entro i limiti imposti. Le compagnie spiegano che:

“La soglia di tre ore per la compensazione è insufficiente per far arrivare un aeromobile sostitutivo con relativo equipaggio. Innalzare tale limite permetterebbe di gestire le emergenze operative con maggiore efficienza, rimettendo i passeggeri in volo più rapidamente.”

Bagagli e ambiente: il paradosso delle emissioni

ERA solleva inoltre un problema di sostenibilità: incentivare il trasporto di bagagli a mano standard (più pesanti) senza restrizioni tariffarie comporterebbe:

  1. Voli più pesanti: con conseguente aumento del consumo di cherosene e delle emissioni di CO2.
  2. Ritardi alle operazioni di imbarco: la saturazione delle cappelliere rallenta il turnaround degli aerei, innescando ritardi a catena.

Infine, le compagnie contestano la rigidità nell’interpretazione delle circostanze straordinarie (come scioperi o guasti tecnici imprevedibili). Secondo l’industria, non riconoscere la complessità della gestione del traffico aereo (ATM) significa punire i vettori per inefficienze infrastrutturali di cui non sono responsabili.

Cosa succede adesso?

Il dibattito è ora polarizzato: da una parte il Parlamento Europeo, che vede nei diritti dei passeggeri una bandiera elettorale e sociale; dall’altra le Compagnie Aeree, che temono il collasso economico di molte rotte regionali.

La palla passa ora al Trilogo. Sarà in quella sede che si cercherà il compromesso: è probabile che si arrivi a una definizione più precisa delle dimensioni del “bagaglio standard” e a una lista più dettagliata di esenzioni per le compagnie in caso di eventi meteo o scioperi dei controllori di volo.

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