Il gigante dei cieli low cost, Ryanair, chiude il terzo trimestre dell’anno fiscale con un bilancio in chiaroscuro. Se da un lato l’operatività vola verso nuovi record, dall’altro i conti subiscono il colpo durissimo delle battaglie legali in Italia. L’utile netto della compagnia irlandese è infatti crollato dell’80%, scivolando a quota 30 milioni di euro contro i 149 milioni registrati nello stesso periodo del 2024.
Il peso della sanzione AGCM: l’impatto sui conti
A determinare questa brusca frenata è un “onere eccezionale” legato alla multa di 256 milioni di euro inflitta dall’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato). L’Antitrust italiana ha sanzionato il gruppo per presunto “abuso di posizione dominante”, un’accusa che Ryanair continua a definire “totalmente infondata”.
In attesa dell’appello, la compagnia ha deciso di accantonare prudentemente 85 milioni di euro (circa un terzo della sanzione totale). Senza questo accantonamento straordinario, l’utile netto si sarebbe attestato a 115 milioni di euro, segnando comunque una flessione del 22% su base annua a causa dell’aumento del 6% dei costi operativi.

Traffico e Ricavi: la “scossa” di Michael O’Leary
Nonostante il dato sugli utili, i fondamentali commerciali restano solidi. Ryanair ha trasportato 47,5 milioni di passeggeri nel trimestre (+6%), con ricavi totali saliti del 9% a 3,21 miliardi di euro.
Il CEO Michael O’Leary ha mostrato ottimismo, rivedendo al rialzo le stime annuali:
Target Passeggeri: previsti 208 milioni per l’anno fiscale (chiusura 31 marzo), superando la stima precedente di 207 milioni.
Tariffe medie: in crescita dell’8-9% nell’anno finanziario in corso, grazie a una domanda che resta “estremamente resiliente” nonostante i rincari.
“I consumatori continuano a viaggiare, ma la capacità limitata in Europa sta portando a un fisiologico aumento delle tariffe”, ha confermato il CFO Neil Sorahan.
Strategia e flotta: addio ai mercati “non competitivi”
La strategia di Ryanair per il 2026 è chiara: spostare la capacità dove conviene. O’Leary ha confermato il trasferimento di voli e rotte da mercati definiti “costosi e non competitivi” come Germania, Austria e Belgio, verso regioni che incentivano la crescita attraverso il taglio delle tasse aeroportuali. Tra i beneficiari figurano Albania, Marocco, Slovacchia e l’Italia, con il potenziamento della base di Trapani e le nuove rotte su Rabat e Tirana.
Sul fronte operativo, il miglioramento delle consegne da parte di Boeing gioca un ruolo chiave. La compagnia prevede di ricevere gli ultimi 737 Max 8 entro febbraio, mentre il debutto del nuovo Max 10 è confermato per la primavera del 2027. Queste immissioni in flotta permetteranno di alzare l’asticella per il 2027 a 216 milioni di passeggeri.
Reazione dei mercati
Dopo un 2025 da incorniciare (+55%), il titolo Ryanair ha aperto il 2026 con una leggera flessione del 3%. Gli analisti monitorano con attenzione l’esito del ricorso contro l’Antitrust italiana: una vittoria legale potrebbe sbloccare gli accantonamenti e riportare immediatamente ossigeno ai profitti netti del gruppo.
Ti potrebbe interessare anche: Elon Musk vuole comprare Ryanair? La “guerra” del Wi-Fi e l’attacco frontale a Michael O’Leary
***
CONTINUA A LEGGERE SU BUSINESSMOBILITY.TRAVEL
Per non perderti davvero nulla seguici anche su LinkedIn, Instagram e TikTok