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Osservatorio del Politecnico: il business travel in leggero calo. Ma crescerà (malgrado tutto)

29/01/2026

In questo articolo

Mai come quest'anno le stime per il 2026 sono ballerine. Vanno da un -2% a un +5% di crescita. Tra tensioni geopolitiche e indicatori economici altalenanti

Il 12° Travel Innovation Day del Politecnico di Milano  è proseguito nel pomeriggio (leggi qui il report della mattina: Ai ed effetto Olimpiadi al centro del 12° Travel Innovation Day del Politecnico), con il consueto osservatorio sul Business Travel, “il 7° ricorda la direttrice dell’osservatorio lato Politecnico Eleonora Lorenzini, realizzato dall’altro direttore Andrea Guizzardi, dell’università di Bologna.
Osservatorio che, per la prima volta dopo il post-covid, riporta  un “anno leggermente negativo“, del -2%, in particolare verso destinazioni europee, a -4%, contro il -2% sull’internazionale, dato sul totale anche, e un – 1% sull’Italia, “anzi un -0,8%: un dato che testimonia come sia finita la globalizzazione, con tanto inshoring dopo il Covid, con in più oggi le tensioni geopolitiche che guidano il mercato” precisa Guizzardi.

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Osservatorio Business Travel: che chi viaggia, c’è chi lo fa meno

Guizzardi, ma anche Giorgio Garcea, Chief Commercial & Operations Officer di CTI che ha parlato dopo di lui, ha sottolineato come ben diversi i comportamenti a seconda delle tipologie di business delle aziende: “chi si occupa di Industria segnala invece uno dei pochi segni più, addirittura del 5%, sul domestico, dovuto proprio al reshoring di alcune fabbriche, sostenuto anche dal PNRR, che ha un impatti ancora maggiore sul mondo pubblico che, però, non è analizzato nel nostro Osservatorio” dice il professore (vedi sotto), mentre Garcea completa con un “noi vediamo che alcuni settori, tipo le banche, le assicurazioni, ma anche la moda o la consulenza aziendale – che adotta sempre di più attività a distanza – ha diminuito la spesa dei viaggi, alcuni anche dimezzandola. Ma poi abbiamo visto anche una polarizzazione su chi viaggia. Lo fanno il top management o i tecnici, molto meno il middle management. Tutto questo per noi comporta però numeri positivi, del +6,8% nei volumi, e del +7,9 nelle transazioni. Forse perché serviamo settori che continuano a viaggiare, come l’oil&gas, oltre per il fatto che cresciamo grazie anche all’internazionalizzazione“.

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Business Travel: Il ritorno dei voli e la discesa dei treni

Tra i mezzi di trasporto sul domestico spicca il -4% dei viaggi in treno contro il +1% di quelli in aereo (vedi sotto): “grazie a una maggior offerta di voli che permettono l’andata e il ritorno in giornata, partendo presto alla mattina e tornando tardi la sera. Inoltre, sulle tratte più business da Linate è arrivata anche l’offerta di una low cost come easyJet” commenta Guizzardi che sul -2% per i viaggi in auto commenta che lo vedo “come un calo fisiologico, visto che era la modalità di trasporto maggiormente cresciuta nel post covid“.
Tra i dati postivi anche lo “0 virgola di crescita del Mice, con un ottimo +6% di espositori nelle fiere, un indicatore di formazione e di ricerca del business che fa vedere il positivo negli anni a venire“.

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Business Travel: scende la spesa. Per il 2026 però…

Scende la spesa media su tutti le voci anche se non sui voli nazionali, a causa di prezzi rimasti molto alti (+14,2% anno su anno contro un +1,9% sui voli europei e un -3,6% sugli intercontinentali) , con un -1% sui trasporti ma un -5% sui pernottamenti e un -4% sulla ristorazione, anche a causa di viaggi di minor durata (vedi sotto).

Sul 2026 Guizzardi si dice ottimista, forse, ma anche pessimista, dopo gli ultimi accadimenti: “Le ultime risposte le abbiamo avute all’inizio di dicembre ma in questi mesi molto è successo. Tutto cambia velocemente, stiamo vivendo in un delirio. Perciò quest’anno non credo neppure io a quello che dico e perciò, facendo un’esegesi del mio pensiero, stimo un +5% di crescita visto i positivi trend su pil e turismo globale, fino a un -2% se i mercati si chiudono sempre di più, scoppiano guerre e le aziende riducono i viaggi. La globalizzazione sta morendo. E se non è morta è moribonda. Ricordo che siamo ancora a un -19% per questi viaggi rispetto al 2019…”

Osservatorio Business Travel: gli scogli di IA e sicurezza

Dati, IA,  digitalizzazione dei processi, sicurezza e duty of care sono altri due temi affrontati a margine della presentazione dei dati, con Federica Russo ed Eleonora Lorenzini a presentare due ricerche dell’Osservatorio che sottolineano come se tra le aziende sono il 50% quelle che si affidano a una TMC per i propri viaggi, nelle TMC cercano Qualità del servizio con supporto h24, Personalizzazione del servizio e offerta di analisi e reportistica (vedi sotto).

E che l’81% ha digitalizzato i processi, anche se solo il 53% totalmente. Il che comporta qualche difficoltà ad adottare soluzioni AI. Assieme alla mancanza di competenze, sbandierate da Filippo Renga anche nelle sessione mattutina, e a dati non sempre buoni. “Dati che a noi ci richiedono per prendere migliori decisioni” dice Corrado Soda Director, Corporate Mid & Large Market, American Express Italia. Sull’Ia ha detto la sua anche
Giovanni Bernardi,  Head of Sales, BizAway, affermando che “la tecnologia deve semplificare, non aggiungere un ulteriore layer. Forse dobbiamo fare un passo indietro”. O forse semplicemente di lato. Infine Romolo Pacifico, Equity Partner, EY Forensic & Integrity Services, ha parlato di sicurezza dei viaggi e di duty of care, che solo il 55% delle aziende applica correttamente, come dice la ricerca presentata dalla Lorenzini, ma che invece deve essere nei loro pensieri: “ormai c’è un intervento quasi quotidiano, sull’operatività non solo per terrorismo, guerre o maltempo (vedi stop ai voli per potenziali o paventati attacchi). E’ assolutamente da integrare nei processi  aziendali“. Sì lo “sarebbe” ma la “sicurezza costa, e non tutte le aziende hanno, o destinano, del budget per questo. Anche se è un tema snsibile per molti Travel Manager” chiosa Garcea.

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