Nel cuore di Modena, esiste un luogo che sfida le definizioni classiche di ristorazione. Non è solo un ristorante, ma un progetto che fonde memoria e sperimentazione sotto il nome di Patrizia. Nato nel 2023 dall’intuizione di Tommaso Zoboli, talento classe 1998, questo spazio gastronomico rappresenta una delle proposte più fresche e coraggiose del panorama italiano contemporaneo.
Dopo anni di formazione tra le cucine stellate più prestigiose, Zoboli ha scelto di tornare alle proprie radici per costruire un linguaggio personale, libero da schemi rigidi e sovrastrutture.

Una brigata giovane per una cucina senza confini
Il cuore pulsante di Patrizia è un team che ha fatto della giovinezza la propria forza. Partita come una brigata under 25, oggi la squadra continua a evolversi mantenendo un’energia vibrante e una curiosità contagiosa. L’obiettivo non è stupire con tecnicismi fini a se stessi, ma creare un’atmosfera dove l’alto livello tecnico si sposa con il calore dell’accoglienza.
L’esperienza da Patrizia è concepita come un viaggio sensoriale totale. Non contano solo i sapori, ma anche la luce, i materiali e i suoni, elementi che concorrono a far sentire l’ospite parte di un mondo nuovo, ma incredibilmente accogliente.

Alchimia: il sapore della trasformazione
Il ritmo del ristorante è scandito dal cambiamento: ogni quattro mesi, il menu si rinnova completamente attorno a un tema portante. L’attuale percorso, denominato “Alchimia”, esplora l’incontro tra ingredienti lontani dai canoni della tradizione modenese, cercando equilibri inediti attraverso un costante lavoro di ricerca nel laboratorio interno.
In questo processo creativo, il territorio non è un limite ma una fonte inesauribile di ispirazione. Zoboli non aderisce a dogmi estremi sul chilometro zero, ma predilige il rispetto per la materia prima di qualità, cercando sempre l’ingrediente perfetto per ogni composizione.

Il Parmigiano Reggiano oltre il formaggio
Uno dei pilastri della cucina di Patrizia è la destrutturazione degli elementi tipici locali. Il Parmigiano Reggiano viene spogliato dal ruolo di semplice condimento per diventare un ingrediente tecnico dai mille volti. Alcuni esempi: il Tosone: la pasta fresca e morbida appena messa in forma. O ancora la parte lattica: siero, ricotta e panna d’affioramento utilizzati per dare profondità. E ovviamente le stagionature: dai 24 fino agli oltre 100 mesi, usati per costruire architetture di gusto uniche.

Piatti manifesto: tra infanzia e avanguardia
Tra le proposte che meglio definiscono l’identità del ristorante spiccano creazioni capaci di evocare ricordi profondi. La celebre “pastina-col-formaggino”, ad esempio, è un omaggio ai sapori dell’infanzia reinterpretato con una complessità tecnica sorprendente. Accanto ad essa, icone come il finto toast, il raviolo di cappello del prete e l’anguilla raccontano un’evoluzione continua che rifiuta di restare ferma.
Patrizia si conferma così come una destinazione per chi cerca una cucina dotata di un’anima chiara, dove l’ambizione non oscura mai il piacere primordiale del buon cibo e dell’ospitalità autentica.
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