Malgrado la situazione geopolitica ed economica globale e le difficoltà di offerta di alcune compagnie causa shortage e di aeromobili o pezzi di ricambio, gli aeroporti europei continuano a macinare traffico passeggeri, aumentato nel 2025 del +4,4% rispetto al 2024 secondo i recenti dati presentati da Aci Europe. Con una dinamica di crescita in accelerazione nel quarto trimestre, a +6,1%, e un segnale positivo per il 2026. Crescita guidata soprattutto dal traffico passeggeri internazionale, che è aumentato del 5,6%, mentre il traffico passeggeri nazionale è rimasto stabile al +0,2%. Con il principale scalo londinese, quello di Heathrow, che continua a a dominare.
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Gli aeroporti europei più grandi e quelli che crescono di più
I primi cinque scali per volumi in Europa sono:
- Londra-Heathrow con 84,48 milioni di passeggeri -a +0,7% rispetto all’anno precedente – resta lo scalo più trafficato del Continente.
- Istanbul di ben il 5,5% sul 2024, tallonando Heathrow con 84,44 milioni di passeggeri. Negli ultimi 5 anni, il traffico passeggeri presso l’hub turco è aumentato di quasi un quarto.
- Parigi-CDG continua a mantenere la terza posizione con 72,02 milioni di passeggeri, con un incremento del +2,5% rispetto all’anno precedente.
- Amsterdam-Schiphol si è classificata in 4a posizione con un aumento del +2,9% a 68,77 milioni di passeggeri.
- Madrid Barajas chiude la top 5 con 68,12 milioni di passeggeri e un aumento del +3%.
A parte questi 5 aeroporti principali e tra i principali aeroporti (oltre 40 milioni di passeggeri), vale la pena notare la performance di Istanbul Sabiha Gokcen, poiché il suo traffico passeggeri è aumentato di un impressionante +16,7% lo scorso anno raggiungendo 48,41 milioni di passeggeri.
Gli aeroporti che hanno riportato le migliori performance nel 2025 sono:
- Tra i Major (oltre 40 milioni di passeggeri): Istanbul SAW (+16,7%), Istanbul IST (+5,5%), Barcellona BCN (+4,4%), Monaco MUC (+4,4%), Roma FCO (+4,3%).
- Tra i Mega aeroporti (25-40 milioni di passeggeri): Milano MXP (+8,6%), Copenaghen CPH (+8,5%), Atene ATH (+6,8%), Parigi ORY (+5,5%), Dublino DUB (+5,2%).
- Tra i Grandi aeroporti (10-25 milioni di passeggeri): Tel Aviv TLV (+31,9%), Cracovia KRK (+19,5%), Varsavia WAW (+13,2%), Budapest BUD (+11,7%), Izmir ADB (+9,9%).
- Tra gli Aeroporti medi (1-10 milioni di passeggeri): Chișinău RMO (+46,8%), Trieste TRS (+25,2%), Bratislava BTS (+25,2%), Sarajevo SJJ (+22,2%), Varna VAR (+19,8%).
- Tra i Piccoli aeroporti (meno di 1 milione di passeggeri): Bucarest BBU (+572,9%), Burgos RGS (+56,6%), Oradea OMR (+51,9%), Syros Island JSY (+51,1%), Linz LNZ (+45,1%).
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Aeroporti europei: i fuori UE crescono di più
Gli aeroporti non UE sono quelli che sono cresciuti di più, sovra-performando con un +6,2% rispetto al +4,4% degli scali UE. Malgrado molti aeroporti europei abbiano superato i loro record di traffico passeggeri – vedi ad esempio gli scali italiani qui: Assaeroporti: la top ten degli scali in Italia per un 2025 da record – il 41% di essi ha concluso l’anno ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia del 2019.
“Le prestazioni del traffico dello scorso anno sono l’ennesima prova che la connettività aerea è un motore economico potente e ampiamente resiliente, sempre più intrecciato con il turismo. Ciò riflette l’aumento del consumo esperienziale rispetto al consumo materiale – un cambiamento strutturale intergenerazionale profondo, che sta rimodellando le nostre economie e per il quale l’Europa è posizionata in modo univoco. Ciò significa che l’aviazione è un fattore fondamentale per la competitività. Eppure troppi governi e le politiche dei produttori ancora non riescono a collegare i punti e non trattano l’aviazione come una risorsa strategica, soprattutto nell’UE” il commento di Olivier Jankovec, Direttore generale Aci Europe, che ha proseguito parlando del 2026: “Il traffico passeggeri negli aeroporti europei è destinato a continuare ad espandersi quest’anno, con una crescita prevista che si normalizzerà intorno al +3,3%. Il potenziale di rialzo deriva da un modesto miglioramento delle prospettive economiche europee, mentre i viaggi rimangono tra le principali priorità di spesa discrezionale dei consumatori, anche se la geopolitica e la geoeconomia probabilmente metteranno ulteriormente alla prova la resilienza del settore. Molti aeroporti trarranno probabilmente vantaggio anche dal fatto che gli europei sono più inclini a viaggiare in Europa piuttosto che esternamente, mentre il nostro continente rimarrà una destinazione privilegiata per i non europei. Nel frattempo, si prevede che le compagnie aeree europee forniranno migliori perfomance finanziarie a livello globale3, e si prevede che le pressioni sulla catena di approvvigionamento che limitano la loro implementazione della capacità si allenteranno leggermente. Tuttavia, la capacità delle infrastrutture sia a terra che in volo rimarrà un collo di bottiglia chiave”.
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I mercati chiavi della crescita
All’interno del mercato UE, i mercati che crescono maggiormente si trovano ad Est con gli aeroporti di Slovacchia (+20,2%), Polonia (+14,4%), Ungheria (+11,1%) e Slovenia (+10,7%) tra i migliori risultati, insieme a quelli di Malta (+12,3%) e Cipro (+10,7%).
Nel frattempo, il traffico passeggeri è diminuito o è rimasto stabile negli aeroporti di Islanda (-2%), Lettonia ed Estonia (entrambi al -0,1%) – in parte a causa della cessazione o della riduzione delle operazioni delle compagnie aeree locali.

Tra i big gli scali del Regno Unito (+1,7%), della Francia (+2,1%) e della Germania (+3,2%) hanno sottoperformato, in particolare a causa dei regimi fiscali. Germania e Francia in particolare hanno registrato un drastico calo del traffico passeggeri nazionale rispetto ai livelli pre-pandemia (2019), rispettivamente al -48% e -27%. Meglio invece per gli aeroporti in Italia (+4,4%) e Spagna (+3,9%).
Fuori Ue ecco il boom degli aeroporti della Moldavia (+46,8%) che fungono da porta d’ingresso per la diaspora ucraina, e quelli in Israele (+31,3%) in ripresa grazie al miglioramento delle condizioni di sicurezza, mentre quelli Russi continuano a calare (-9,5%).
Bene anche gli scali di Bosnia ed Erzegovina (+22,2%), Macedonia del Nord (+9,5%), Albania (+8,7%), e , commentando anche i mercati caucasici, quelli della Georgia (+14,1%) e dell’Uzbekistan (+10,1%).
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