Un venerdì mattina di alta tensione nei cieli del Nord Italia. Il volo Air France 566, decollato con destinazione Libano, è stato costretto a interrompere bruscamente la rotta a causa di un’anomalia tecnica. Il bilancio finale è positivo: nessun ferito e macchina dei soccorsi impeccabile.
Mentre il velivolo con 168 passeggeri a bordo sorvolava il Mar Adriatico diretto a sud, il pilota ha segnalato la presenza di fumo in cabina. Seguendo i protocolli di massima sicurezza, il comandante ha immediatamente invertito la rotta, richiedendo l’autorizzazione per un atterraggio di emergenza all’aeroporto Marco Polo di Venezia.

Pista blindata e mobilitazione totale
Alle 11:30, lo scalo di Tessera si è trasformato in uno scenario di massima allerta. La torre di controllo ha riprogrammato in tempo record il traffico aereo per dare priorità all’Air France. In pista, lo schieramento è stato massiccio: Vigili del Fuoco con autopompe e autobotti, insieme a squadre di sommozzatori e autogrù e personale sanitario e autorità aeroportuali.
L’atterraggio è avvenuto con successo e in totale sicurezza. I passeggeri sono stati fatti sbarcare immediatamente per consentire le verifiche tecniche sul velivolo.
“Safety First”: cosa succede ora ai passeggeri
Nonostante lo spavento, la procedura è stata gestita come “routine” di sicurezza aeronautica. Il mantra del settore, “Safety First”, ha guidato ogni decisione del personale di bordo.
Attualmente, i 168 viaggiatori si trovano all’interno del terminal in attesa di indicazioni. Air France sta valutando se procedere con il cambio del velivolo o se, terminati gli accertamenti, l’aereo potrà riprendere il volo verso Beirut. Resta l’impatto emotivo per i passeggeri, ma l’efficienza del coordinamento al Marco Polo ha evitato qualsiasi conseguenza peggiore.
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