Rincari biglietti sardegna estate 2026

Caro-voli estate 2026: perché i prezzi dei biglietti per la Sardegna rischiano di esplodere

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L'allarme di Federalberghi: l'assenza di un tetto massimo alle tariffe per i non residenti e il disimpegno delle low-cost minacciano la stagione turistica

Mentre i residenti in Sardegna tirano un sospiro di sollievo per le tariffe agevolate, per i turisti si profila un’estate rovente sul fronte dei costi. L’allarme arriva direttamente da Federalberghi: l’assenza di un tetto massimo ai prezzi per i non residenti nella nuova continuità territoriale rischia di trasformare l’Isola in una meta proibitiva, proprio mentre i principali player low-cost spostano i propri investimenti altrove.

Il paradosso della ‘Continuità’: sconti per pochi, rincari per molti

La nuova gestione dei collegamenti aerei, sebbene garantisca la mobilità dei sardi, ha lasciato un “buco” normativo pericoloso. Non è previsto un limite massimo alle tariffe (il cosiddetto price cap) per chi non risiede nell’isola, quindi le compagnie aeree hanno piena libertà di manovra nel definire i prezzi in base alla domanda.

“Senza un tetto ai prezzi per i turisti, rischiamo di vanificare gli sforzi di promozione del territorio,” avvertono gli albergatori. Il timore è che il costo del volo finisca per pesare più del soggiorno stesso, spingendo i viaggiatori verso mete estere più accessibili.

Ryanair e il “disimpegno” strategico

Mentre la Sardegna discute di regole, il mercato si muove. Ryanair, il colosso dei voli low-cost, ha recentemente annunciato un massiccio piano di espansione in Italia, con il lancio di decine di nuove rotte. Tuttavia, l’Isola sembra essere rimasta ai margini di questa nuova ondata di investimenti.

Le ragioni dietro questa scelta sono molteplici e spesso legate ai costi aeroportuali e alle tasse municipali, che le low-cost chiedono di abbattere per garantire la sostenibilità dei voli a basso prezzo.

La partita doppia degli scali sardi: privatizzazione al bivio

Il futuro del traffico aereo sardo non passa solo dai prezzi dei biglietti, ma anche dalla gestione degli scali. La prossima settimana segnerà un punto di svolta: è attesa l’udienza decisiva in tribunale riguardante il processo di privatizzazione degli aeroporti sardi (in particolare la fusione tra Cagliari-Elmas e Olbia).

I punti critici della vicenda:

  • La posizione della Regione: nonostante l’imminenza dell’udienza, manca ancora una posizione ufficiale e unitaria.
  • I dubbi della maggioranza: all’interno della coalizione di governo regionale persistono forti perplessità sull’opportunità di cedere il controllo delle infrastrutture strategiche a soggetti privati.
  • Impatto sui servizi: i detrattori temono che una gestione puramente orientata al profitto possa penalizzare ulteriormente le rotte meno redditizie ma fondamentali per il territorio.

Cosa aspettarsi per le vacanze estive?

Secondo le proiezioni basate sui dati storici di piattaforme come Skyscanner e Google Flights, prenotare un volo per la Sardegna a ridosso dei mesi di luglio e agosto potrebbe costare fino al 40% in più rispetto alla media nazionale, se non verranno introdotti correttivi urgenti.

Consigli per i viaggiatori:

  1. Prenotazione anticipata: in assenza di tetti tariffari, l’unica difesa è giocare d’anticipo di almeno 4-5 mesi.
  2. Monitoraggio prezzi: utilizzare gli avvisi di prezzo per intercettare eventuali cali improvvisi legati a nuove frequenze charter.
  3. Alternative: considerare gli scali meno congestionati o i traghetti, che quest’anno potrebbero tornare a essere competitivi grazie a pacchetti “auto + famiglia”.

Resta da vedere se la politica regionale riuscirà a intervenire in tempo per calmierare un mercato che, al momento, sembra correre senza freni verso un’estate per soli “big spender”.

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