All’Aeroporto di Treviso Antonio Canova debutta il prototipo di Rapido, il veicolo elettrico a guida autonoma pensato per supportare i passeggeri a ridotta mobilità (PRM) negli spostamenti all’interno del terminal. Il progetto entra ora nella fase conclusiva di validazione tecnica e funzionale, prevista entro marzo 2026, ultimo step prima dell’immissione sul mercato.
L’iniziativa rientra nel Progetto Rapido, avviato a giugno 2023 e con conclusione programmata per fine aprile 2026. Il partenariato che lo ha sviluppato è composto da Klaxon Mobility GmbH (lead partner con sede ad Arnoldstein), Intercom Solutions Srl e Aer Tre, società di gestione dello scalo trevigiano controllata dal Gruppo Save.
Come funziona il robot Rapido
Rapido è un veicolo elettrico autonomo progettato per muoversi in ambienti indoor precedentemente mappati. Grazie a telecamere e sensori avanzati, il sistema è in grado di auto-localizzarsi e navigare in sicurezza, evitando automaticamente eventuali ostacoli lungo il percorso.
Uno degli elementi distintivi è l’integrazione con l’infrastruttura IT aeroportuale: il veicolo è costantemente connesso ai sistemi del terminal e scambia dati in tempo reale, come posizione e stato operativo. Inoltre, sincronizza informazioni fondamentali per il passeggero, tra cui numero di gate e orario del volo, garantendo così un accompagnamento aggiornato e personalizzato.
L’obiettivo è offrire un’esperienza più autonoma rispetto alla tradizionale assistenza PRM, che prevede l’intervento diretto di un operatore aeroportuale. Con Rapido, il passeggero può scegliere di muoversi in autonomia verso il gate, con la possibilità di effettuare soste nei negozi o nei punti di ristoro del terminal prima dell’imbarco.
I numeri del progetto e i fondi europei
Il progetto dispone di un budget complessivo di 834.127,90 euro, di cui 581.188,28 euro finanziati dal Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e 86.114,04 euro provenienti da contributi nazionali.
Rapido si inserisce nel quadro degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Unione europea, in particolare in relazione allo sviluppo di infrastrutture resilienti e sostenibili (Obiettivi 9 e 11), anticipando le esigenze di accessibilità e innovazione tecnologica negli spazi pubblici.
Il contesto operativo dello scalo di Treviso
Con circa 3 milioni di passeggeri l’anno, lo scalo trevigiano fornisce assistenza a oltre 15.000 viaggiatori con difficoltà di deambulazione o disabilità. Numeri che rendono l’Aeroporto di Treviso Antonio Canova un contesto ideale per la sperimentazione di soluzioni innovative in ambito accessibility.
“Siamo molto soddisfatti per il lavoro svolto con il gruppo di lavoro dedicato a un progetto per il quale l’aeroporto di Treviso è stato individuato come contesto adeguato in termini di rapporto tra spazi e flussi di traffico – afferma Federico Scanferlini, direttore dell’aeroporto di Treviso per il Gruppo Save –. Con un volume di 3 milioni di passeggeri, il Canova assiste annualmente oltre 15.000 persone con difficoltà di deambulazione o disabilità. Il veicolo Rapido, destinato a chi necessita di supporto per percorrere lunghe distanze all’interno del terminal, si inserisce nella nostra missione di continuo miglioramento della qualità dei servizi rivolti all’utenza, con ricadute positive anche in termini di ottimizzazione dell’organizzazione del lavoro”.
Una volta completata la fase di validazione, il veicolo potrà essere commercializzato e adottato non solo negli aeroporti, ma anche in altri contesti ad alta frequentazione come ospedali, stazioni ferroviarie, hotel e grandi spazi pubblici.
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