Vivere vicino aeroporto rischi per la salute

Vivi vicino a un aeroporto? Il rumore non rovina solo il sonno, ma mette a rischio il cuore

In questo articolo

Un nuovo studio dell'ISDE (Medici per l’Ambiente) svela i rischi invisibili del traffico aereo: per ogni 10 decibel in più, la probabilità di ipertensione sale del 10%. Dai danni cardiaci ai deficit di apprendimento nei bambini, ecco perché il rumore dei decolli è un’emergenza sanitaria

Il rombo dei motori sopra la testa non è solo un fastidio passeggero. Se abiti vicino a uno scalo aeroportuale, il tuo corpo potrebbe essere sotto stress costante senza che tu te ne accorga. Un nuovo studio dell’associazione ISDE (Medici per l’Ambiente) lancia l’allarme: l’inquinamento acustico da aerei è un fattore di rischio concreto per ipertensione, insonnia e persino deficit di apprendimento nei bambini.

Con oltre 38 milioni di voli all’anno nel mondo, la convivenza tra centri urbani e traffico aereo è diventata una questione di salute pubblica che va ben oltre la protezione dei timpani.

Oltre i 55 decibel: la soglia del pericolo

Secondo l’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea, milioni di persone sono esposte quotidianamente a livelli di rumore superiori ai 55 decibel. Ma cosa succede al nostro organismo quando questa soglia viene superata?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) traccia una linea netta:

  • Sotto i 30 dB: nessun effetto biologico rilevante.
  • 30-40 dB: iniziano i primi disturbi del sonno e i risvegli notturni.
  • 40-55 dB: marcato aumento degli effetti negativi sulla salute.
  • Sopra i 55 dB: la situazione diventa pericolosa; il sistema cardiovascolare entra in uno stato di stress cronico.

Il cuore sotto pressione: +10% di rischio ipertensione

I dati raccolti dai medici dell’ISDE Italia mostrano una correlazione diretta tra il rumore degli aerei e la pressione arteriosa. Uno studio condotto su 6.000 persone residenti vicino ai principali aeroporti italiani (tra cui Milano Malpensa) ha rilevato che per ogni incremento di 10 decibel nel rumore aeroportuale, il rischio di ipertensione aumenta del 10%.

Ma non finisce qui. Lo stress acustico prolungato è collegato a: patologie cardiovascolari e infarti miocardici; disturbi del sistema endocrino e digestivo; stati d’ansia e aumento del consumo di farmaci antidepressivi e ipnotici.

Il caso Italia: città assediate dai decolli

L’Italia è uno dei Paesi europei con la maggiore esposizione al rumore aereo, insieme a Belgio e Portogallo. Il motivo? Circa il 70% degli oltre 100 aeroporti italiani si trova a meno di 10 km dai centri urbani.

Il progetto SERA, che ha monitorato scali come Torino-Caselle, Pisa, Venezia, Linate e Roma-Ciampino, ha calcolato che in un solo anno i livelli di rumore sopra i 55 dB hanno causato oltre 4.600 nuovi casi di ipertensione e migliaia di casi di disturbi gravi del sonno tra i residenti.

Bambini e apprendimento: un impatto silenzioso

I soggetti più vulnerabili sono i più piccoli. Le ricerche condotte nelle scuole vicine agli scali di Ciampino e Marino su bambini tra i 9 e gli 11 anni hanno evidenziato conseguenze preoccupanti:

  1. Difficoltà di lettura e memoria: il rumore costante interferisce con le funzioni neurocognitive.
  2. Iperattività: lo stress ambientale si traduce in agitazione psicomotoria.
  3. Discriminazione uditiva: difficoltà nel distinguere i suoni e le parole, con conseguente ritardo nell’apprendimento.

Quali sono le soluzioni?

Ridurre il rumore dei motori in fase di decollo e atterraggio è tecnicamente complesso. Per questo, i Medici per l’Ambiente suggeriscono una linea di prudenza politica: stop alla costruzione di nuovi scali e al potenziamento di quelli esistenti vicino alle aree abitate.

Secondo l’OMS, l’obiettivo dovrebbe essere riportare i livelli notturni sotto i 40 decibel. Fino ad allora, per chi vive “sotto le rotte”, il silenzio resterà un lusso per pochi.

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