Algoritmi, dati e modelli decisionali possono migliorare la vita lavorativa, ma nascondono anche rischi di bias e stereotipi. È attorno a questa sfida che si è svolta la quinta edizione del Pink Mobility Day, l’evento promosso da LabSumo con la partecipazione di Best Mobility e BT Lounge, sotto il patrocinio di ANIASA, GBTA Italia, UNRAE e Valore D.
L’edizione 2026 ha puntato i riflettori sulla cosiddetta “discriminazione artificiale”: il rischio che l’uso crescente dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro possa replicare o amplificare disuguaglianze già esistenti.

L’AI influenza trasversalmente settori diversi, dall’automotive al trasporto pubblico, come conferma Raffaella Tavazza, Vice Presidente ANIASA: “L’adozione dell’AI ridefinisce i processi decisionali, ma porta il rischio di amplificare bias già presenti. È fondamentale sviluppare modelli trasparenti, guidati da leadership che sappiano orientare la tecnologia verso equità e inclusione“.
Secondo i dati presentati dal Politecnico di Milano, il 71% delle grandi imprese italiane ha avviato almeno una sperimentazione in AI, mentre il 53% delle grandi aziende ha adottato strumenti di AI generativa per migliorare la produttività personale. Numeri che mostrano un panorama in rapida evoluzione, ma che richiedono attenzione su equità, privacy e gestione dei dati.
“L’intelligenza artificiale non è uno strumento neutro o pronto all’uso – ha spiegato Ivano Montrone, Community Manager di Valore D –. Le imprese devono integrare obiettivi di equità e inclusione nei processi decisionali, facendo della tecnologia un’occasione per mettere al centro le persone.”

AI come collega: il punto di vista dei Travel Manager
Il momento più atteso dell’evento è stato il talk condotto da Elena Carlino, Travel Director di Gardinoli Centrale, e Roberta Billè, con focus sull’applicazione concreta dell’AI nel mondo del travel management aziendale. Il dialogo ha evidenziato come l’intelligenza artificiale stia diventando un vero “collega virtuale”, capace di supportare le decisioni operative e personalizzare l’esperienza del viaggiatore.
Secondo Carlino:
“Oggi quasi portiamo dalle job title ben precise: oltre ad essere dei colleghi AI, sono veramente una funzione fondamentale. Specialmente in ambiti operativi, l’AI ci aiuta a capire dove sono tutti i passeggeri, proporre soluzioni alternative e riproteggerli in tempo reale, rispettando privacy e policy aziendali”.
Roberta Billè ha quindi sottolineato l’importanza della formazione dell’AI per evitare bias: “La fase di training deve essere il più normale possibile, nutrire l’intelligenza artificiale con informazioni corrette, politiche aziendali, esigenze dei viaggiatori, ma senza trasmettere pregiudizi inconsapevoli. Solo così possiamo garantire un supporto efficace e inclusivo.”

Billè ha aggiunto che l’AI non sostituisce il travel manager, ma lavora a quattro mani con lui. Permette di rispondere rapidamente a domande ripetitive, suggerire itinerari, raccogliere dati in tempo reale, e integrare informazioni da più sistemi – GDS, CRM, MDC – accelerando le attività quotidiane.
L’impatto sociale e operativo dell’AI
Il talk ha anche evidenziato come l’intelligenza artificiale possa incidere su sicurezza e qualità della vita, estendendo il suo ruolo al di là dell’efficienza aziendale. “La mobilità non è solo spostamento – ha spiegato Carlino –. Pensiamo ai percorsi urbani delle donne, ai collegamenti suburbani, alla sicurezza nelle ore serali: l’uso intelligente dei dati e degli strumenti digitali può migliorare l’esperienza di tutti i cittadini, non solo dei viaggiatori business.”
In un esempio concreto, Carlino ha raccontato come l’AI abbia permesso di gestire in modo rapido situazioni complesse con i passeggeri, simulando scenari e proponendo soluzioni immediate, senza compromettere la privacy o le policy aziendali.

Verso un’AI inclusiva e responsabile
Dall’incontro è emerso un messaggio chiaro: l’AI non è più solo un fattore abilitante, ma un attore centrale dei processi aziendali. Perché sia uno strumento positivo, è necessario governarla con responsabilità, regolamentazione e sensibilità culturale. Come ha sintetizzato Carlino: “Gli strumenti sono straordinari, ma l’intelligenza sta in chi li usa. Bisogna vigilare e guidare la tecnologia verso equità, inclusione e rispetto delle persone.”
Il Pink Mobility Day 2026 ha quindi confermato l’urgenza di integrare l’AI in azienda non solo per aumentare produttività, ma anche per garantire processi più giusti e inclusivi, aprendo la strada a un futuro in cui tecnologia e responsabilità sociale camminano insieme.
L’evento si è svolto con il supporto di Atflow, Athlon, Car Clinic, Fratelli Giacomel, Gattinoni Business Travel, LKQ Rhiag, Stellantis Fleet & Business Solutions, Wayla e WPlanet.
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