Tra i temi centrali del Pink Mobility Day 2026 c’è stato anche il ruolo sempre più strategico dell’intelligenza artificiale nelle organizzazioni. Un tema affrontato da manager ed esperti con un approccio pragmatico: l’AI rappresenta una grande opportunità di innovazione, ma richiede consapevolezza, governance e competenze per essere utilizzata in modo responsabile.
Secondo Raffaella Tavazza, Vice Presidente di ANIASA, l’intelligenza artificiale deve essere governata con attenzione per evitare che uno strumento estremamente potente possa diventare problematico.
“È importante cogliere e comandare l’AI per evitare che uno strumento potente diventi pericoloso. Nelle aziende la utilizziamo per migliorare i processi e gestire flotte, ma senza compromettere l’Human Touch”, ha spiegato Tavazza, sottolineando come nel settore della mobilità la tecnologia stia diventando sempre più integrata nei processi operativi.
Bias e consapevolezza: la sfida culturale dell’AI
Accanto ai vantaggi operativi emergono però anche questioni etiche e culturali. Laura Venturini, Search Strategy & Digital Reputation Director di BIP, ha ricordato che l’intelligenza artificiale non è neutrale.
“L’intelligenza artificiale non ha coscienza propria, replica i nostri pregiudizi, quindi va usata con estrema attenzione”, ha osservato, evidenziando come gli algoritmi riflettano inevitabilmente i dati e le scelte umane che li alimentano.
Per questo motivo, secondo diversi relatori, la vera sfida non è solo tecnologica ma anche culturale: comprendere come funziona l’AI e sviluppare competenze adeguate per utilizzarla in modo consapevole.
Un nuovo “collega” nelle organizzazioni
Nelle aziende del travel e della mobilità l’AI è già entrata stabilmente nei processi quotidiani. Elena Carlino, Corporate Travel Director di Gattinoni Business Travel, ha spiegato come l’intelligenza artificiale sia ormai parte integrante delle attività aziendali.
“È diventato un nostro collega a tutti gli effetti, presente in operation, finanza e commerciale”, ha raccontato, descrivendo un’evoluzione che sta trasformando profondamente il lavoro e l’organizzazione dei team.
Una trasformazione che richiede però anche nuove regole e una maggiore comprensione del fenomeno. Roberta Billè, Presidente di GBTA Italia, ha sottolineato che l’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella filiera del business travel.
“L’AI non è più solo fattore abilitante, ma un vero attore della filiera. Senza comprensione e regolamentazione rischiamo di non utilizzarla correttamente”, ha dichiarato.
Tecnologia e relazioni: l’equilibrio necessario
Nel dibattito è emerso anche un tema chiave per molti settori della mobilità e dei servizi: il rapporto tra tecnologia e relazioni umane.
Secondo Silvia Trossarelli, Head of Key Account Management di LKQ RHIAG Italia, l’intelligenza artificiale può migliorare l’efficienza dei processi e velocizzare le risposte ai clienti, ma non può sostituire il valore delle relazioni.
“L’AI migliora i processi e velocizza le risposte, ma resta fondamentale costruire fiducia e relazioni di qualità con i clienti”, ha spiegato.
Una visione condivisa anche da Nataliia Roskladka, ricercatrice senior dell’Osservatorio AI del Politecnico di Milano, che ha sottolineato come l’impatto dell’intelligenza artificiale non riguardi solo il risparmio di tempo.
L’AI, ha spiegato, sta trasformando il lavoro stesso, modificando processi, competenze richieste e modelli organizzativi.
Formazione, inclusione e nuove competenze
Un altro tema emerso durante il confronto riguarda il ruolo della formazione e delle competenze digitali nel ridurre le disuguaglianze nei settori tecnologici.
Chiara Petrini, Expert Sales Account di Tack TMI, ha evidenziato come strumenti digitali e programmi formativi possano contribuire a colmare i gap di genere ancora presenti in comparti come meccanica, ICT e logistica.
L’intelligenza artificiale, quindi, può diventare anche uno strumento di inclusione se inserita in strategie aziendali orientate allo sviluppo delle persone.
A chiudere il confronto è stato Ivano Montrone, Community Manager di Valore D, che ha richiamato il tema della responsabilità.
“Portare l’AI nelle aziende può supportare parità, equità, diversità e inclusione, se progettata con trasparenza ed etica”, ha concluso.
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