aeroporto Boryspil (Kiev)

Ucraina: il piano per riaprire gli aeroporti entro 50 giorni

In questo articolo

Rompere l'isolamento dopo 4 anni di cieli deserti: l'Ucraina sfida i missili russi per far ripartire i voli commerciali. E Ryanair è già pronta con 3 miliardi di dollari

I cieli sopra Kiev e Leopoli potrebbero presto tornare a ospitare le scie dei jet commerciali. Dopo oltre quattro anni di silenzio forzato — iniziato all’alba del 24 febbraio 2022 con l’invasione russa — l’Ucraina ha ufficialmente avviato le procedure per rompere l’isolamento aereo. Nonostante il conflitto non accenni a spegnersi, il governo ucraino ha istituito una “task force” di esperti per riaccendere i radar degli scali civili.

Il “Team dei Cieli”: chi sta lavorando alla riapertura

Il Ministro dello Sviluppo, Oleksii Kuleba, ha recentemente firmato il decreto che istituisce un team dedicato alla ripresa dei voli civili. L’organo, presieduto dal vice-ministro Serhii Derkach, non è un semplice tavolo tecnico, ma un coordinamento ad alto livello che include i direttori degli scali internazionali di Boryspil (Kiev) e Leopoli, i vertici militari ucraini, gli specialisti di Ukraerorukh (l’ente per il controllo del traffico aereo) e i rappresentanti dell’Amministrazione Statale dell’Aviazione.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: elaborare protocolli di sicurezza che permettano di operare voli civili proteggendo al contempo le infrastrutture critiche dai sistemi missilistici russi.

La strategia dei due scali: Leopoli come “test drive”

Secondo le fonti ministeriali, il piano prevede una riapertura graduale basata sulla geografia del rischio:

  1. Leopoli (Lviv): Situata a breve distanza dal confine con la Polonia, è considerata l’opzione più sicura. La vicinanza allo spazio aereo NATO permetterebbe una gestione più agevole delle emergenze.

  2. Boryspil (Kiev): È il cuore pulsante del Paese. Riaprire lo scalo principale, a soli 30 km dalla capitale, avrebbe un valore simbolico ed economico immenso, sebbene la protezione antiaerea debba essere qui “impermeabile”.

La stima: I tecnici ipotizzano che, una volta ottenuto il via libera politico e militare, i primi voli potrebbero decollare entro 45-50 giorni.

Il “Modello Israele” e il nodo assicurativo

La vera sfida è a livello finanziario. Nessuna compagnia volerebbe senza coperture assicurative contro i rischi di guerra. L’Ucraina sta guardando al modello israeliano, dove i voli operano nonostante le minacce missilistiche grazie a sistemi di difesa attiva (come l’Iron Dome) e a un fondo di garanzia statale per le assicurazioni.

Secondo fonti di settore, il broker assicurativo Marsh McLennan starebbe già collaborando con il governo di Kiev per creare un framework di riduzione del rischio che renda appetibile il ritorno delle compagnie.

L’ombra di Ryanair: un investimento da 3 miliardi

Il settore non è rimasto a guardare. Michael O’Leary, CEO di Ryanair, è stato tra i primi a scommettere sulla rinascita ucraina. Già nel 2023, durante una visita a Boryspil, O’Leary aveva promesso:

  • 3 miliardi di dollari di investimento per ricostruire il comparto.
  • 5 milioni di posti a sedere garantiti entro i primi 12 mesi dalla riapertura.
  • Il posizionamento di 30 nuovi aeromobili nelle basi di Kiev, Leopoli e Odessa.

Ryanair, insieme a vettori come Air Baltic e compagnie cargo, vede nell’Ucraina post-bellica (o in fase di stabilizzazione) il mercato con il più alto potenziale di crescita in Europa.

FAQ sulla riapertura dei cieli in Ucraina

Qual è la posizione delle autorità internazionali sulla sicurezza del volo?

Attualmente, l’agenzia europea Eurocontrol e l’EASA (European Union Aviation Safety Agency) mantengono restrizioni rigorose sullo spazio aereo ucraino, classificandolo come zona ad alto rischio. Ogni piano di riapertura dovrà essere validato da questi organismi per garantire che i corridoi aerei siano protetti da interferenze militari.

Quali misure di difesa saranno adottate per proteggere i passeggeri?

La fattibilità del progetto dipende dall’impiego di sistemi di difesa aerea avanzati, come i Patriot e gli IRIS-T. L’obiettivo del governo è creare una “bolla di sicurezza” attorno agli scali di Boryspil e Leopoli, simile ai protocolli utilizzati in altri contesti di crisi per garantire decolli e atterraggi sicuri.

Quali sono le priorità del governo ucraino per la ripresa dei voli?

Il Ministro dello Sviluppo, Oleksii Kuleba, ha ribadito che la sicurezza assoluta dei passeggeri resta la priorità inderogabile. La riapertura non sarà immediata su tutto il territorio, ma inizierà con test controllati su rotte specifiche per dimostrare l’affidabilità delle infrastrutture e dei sistemi di monitoraggio civile.

Cosa succederebbe in caso di minaccia durante un volo civile?

Il piano tecnico elaborato da Ukraerorukh (l’ente per il controllo del traffico aereo) prevede protocolli di emergenza immediata e il coordinamento costante con l’intelligence militare. La ripresa dei voli è condizionata alla capacità di intercettare qualsiasi minaccia prima che possa interferire con le rotte commerciali.

Leggi Anche: L’Antonov AN-124 torna a volare: da Kiev a Lipsia, simbolo dell’indipendenza tecnologica ucraina

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