Gianmarco Mazzi è il nuovo ministro del Turismo. La nomina è stata formalizzata con il giuramento al Palazzo del Quirinale alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della premier Giorgia Meloni.
Il passaggio arriva a pochi giorni dalle dimissioni di Daniela Santanchè, che avevano aperto una fase di gestione ad interim del dicastero direttamente da parte della Presidenza del Consiglio. Con il giuramento, Mazzi diventa immediatamente operativo alla guida di uno dei ministeri chiave per l’economia italiana.
Chi è Gianmarco Mazzi
Classe 1960, veronese, Mazzi arriva al Turismo dopo l’esperienza come sottosegretario al Ministero della Cultura. Laureato in giurisprudenza, ha costruito la sua carriera nel mondo dello spettacolo e dell’entertainment, collaborando con alcuni dei principali protagonisti della musica italiana e internazionale.
Tra le collaborazioni più note figurano artisti come Adriano Celentano, Lucio Dalla, Mina e Eros Ramazzotti. Negli anni ’80 è stato tra i promotori della Nazionale Cantanti insieme a Mogol e Gianni Morandi.
Il suo profilo è quello di un manager culturale con una forte esperienza nella progettazione di eventi e nella promozione artistica, elementi che potrebbero influenzare l’approccio strategico al turismo, soprattutto sul fronte dei grandi eventi e dell’attrattività internazionale.
Il contesto politico e la scelta del governo
La nomina di Mazzi arriva al termine di un rapido Consiglio dei ministri, durato poco più di dieci minuti, in cui è stato approvato anche un decreto sui carburanti. Nelle ore successive alle dimissioni di Santanchè si era aperto un ampio toto-nomi, con diverse candidature sul tavolo.
Tra i profili valutati figuravano Gianluca Caramanna, già coinvolto nella gestione del ministero, e Alessandra Priante, alla guida dell’Agenzia nazionale del turismo ENIT. È circolato anche il nome di Giovanni Malagò.
Alla fine, la scelta della premier Giorgia Meloni è ricaduta su Mazzi, considerato una figura in grado di coniugare esperienza istituzionale e conoscenza del settore culturale, sempre più integrato con quello turistico.
Turismo in Italia: peso economico e sfide
Il ministero guidato da Mazzi si trova ad affrontare un comparto strategico per l’economia nazionale. Secondo i dati ISTAT e Banca d’Italia, il turismo contribuisce a circa il 13% del PIL italiano (considerando l’indotto) e rappresenta una delle principali voci dell’export di servizi.
Dopo il forte rimbalzo post-pandemia registrato tra 2022 e 2024, il 2025 ha confermato la crescita dei flussi internazionali, con un ritorno massiccio dei turisti extraeuropei, in particolare da Stati Uniti e Asia. Tuttavia, restano alcune criticità strutturali:
| Sfida | Descrizione |
|---|---|
| Destagionalizzazione | Forte concentrazione dei flussi nei mesi estivi |
| Infrastrutture | Gap logistici e trasporti in alcune aree |
| Overtourism | Pressione su città d’arte come Roma, Venezia e Firenze |
| Digitalizzazione | Necessità di innovazione nella promozione e nei servizi |
| Competenze | Carenza di personale qualificato nel settore hospitality |
Le priorità del nuovo ministro
Alla luce del contesto, le prime mosse di Mazzi saranno osservate con attenzione da operatori e stakeholder del travel. Tra le priorità attese:
- Rafforzamento del coordinamento con ENIT per la promozione internazionale
- Sviluppo del turismo legato a eventi culturali e musicali
- Maggiore integrazione tra turismo e industria creativa
- Strategie per la sostenibilità e la gestione dei flussi
- Supporto al business travel e ai grandi eventi
Il background nel mondo dello spettacolo potrebbe tradursi in un’accelerazione sulle politiche di “event tourism”, un segmento sempre più rilevante anche per il posizionamento internazionale dell’Italia.
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