Stop temporaneo al sistema EES aeroporti e compagnie europee chiedono flessibilità

EES (Entry/Exit System): aeroporti e compagnie aeree italiane chiedono flessibilità al Governo

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Attese fino a 3 ore ai controlli di frontiera, e-gate in tilt, operazioni a rischio: le associazioni del trasporto aereo scrivono al Ministro Piantedosi per modificare il regolamento europeo del nuovo sistema di controllo dei passeggeri extra-UE

L’Entry/Exit System (EES) è il nuovo sistema europeo per la registrazione digitale dei passeggeri extracomunitari in ingresso e uscita dall’area Schengen. Introdotto per rafforzare la sicurezza delle frontiere, il sistema sta però mostrando criticità operative significative negli aeroporti italiani ed europei, con tempi di attesa ai controlli di frontiera che raggiungono le tre ore.

La richiesta delle associazioni: sospensione dell’EES in caso di congestione

Oggi cinque tra le principali associazioni italiane del trasporto aereo hanno scritto congiuntamente al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per richiedere un intervento urgente a livello europeo. Le firmatarie sono: Assaeroporti, Aeroporti 2030, IATA (International Air Transport Association), IBAR, AICALF.

La richiesta centrale è che gli Stati membri dell’UE possano sospendere anche totalmente l’utilizzo dell’EES nei momenti di congestione grave, quando il sistema rischia di compromettere la regolarità delle operazioni aeroportuali.

I problemi concreti negli aeroporti: cosa sta succedendo

Le associazioni descrivono uno scenario operativo già critico:

Attese fino a 3 ore ai gate di frontiera, con ripercussioni dirette sulla gestione dei flussi passeggeri e sull’ordine pubblico. La situazione è destinata a peggiorare durante i picchi di traffico estivo.

E-gate rallentati o bloccati: gli sportelli automatici di controllo del passaporto — strumento chiave nella digitalizzazione dei confini europei — stanno subendo rallentamenti significativi e in alcuni casi blocchi completi a causa delle procedure EES.

Rischio per l’efficienza operativa: il problema si concentra esattamente nei momenti di maggiore affollamento, quando la fluidità del transito è più critica.

Cosa chiedono gli operatori: più flessibilità normativa

Nonostante la collaborazione già avviata con il Ministero dell’Interno — che secondo le associazioni ha già messo in campo tutte le misure consentite dall’attuale quadro normativo — il sistema rimane strutturalmente rigido.

Le associazioni chiedono quindi una revisione della normativa europea che disciplina l’EES, con l’introduzione di meccanismi flessibili che permettano agli Stati di:

  1. Sospendere temporaneamente l’applicazione del sistema in situazioni di congestione critica
  2. Sospendere totalmente l’EES quando i livelli di traffico compromettono la sicurezza e la regolarità operativa degli scali

Perché questa vicenda è importante per viaggiatori e operatori

L’EES è destinato a diventare uno dei pilastri della gestione delle frontiere esterne dell’UE. Se non adeguato, però, rischia di trasformarsi in un collo di bottiglia per milioni di passeggeri ogni anno, con conseguenze dirette su:

  • Ritardi dei voli, causati da code ai controlli di frontiera
  • Costi aggiuntivi per compagnie aeree e aeroporti
  • Esperienza negativa dei passeggeri, specialmente nei mesi estivi di punta

Ora la palla passa al Ministero dell’Interno che dovrebbe cercare sponde anche  nelle sedi europee competenti.

Leggi Anche: Addio timbri sui passaporti: ora cambia tutto per chi viaggia in Europa

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