L’intelligenza artificiale sta trasformando rapidamente il settore del turismo e il cambiamento è già evidente nelle abitudini dei viaggiatori. Oggi il 59% di Gen Z e Millennial utilizza strumenti AI per pianificare le vacanze, mentre il 41% dichiara di fidarsi più dei consigli dell’intelligenza artificiale che di quelli degli amici. Non solo: il 60% usa l’AI per scegliere ristoranti e locali, superando piattaforme tradizionali come Google Maps.
È questo il quadro emerso durante GatewAI, la seconda Conferenza nazionale dedicata all’AI nel turismo, organizzata da Turismi.ai insieme a Guida Viaggi, con Repower main sponsor e Bluvacanze partner dell’evento.
L’intelligenza artificiale cambia il turismo
Secondo gli esperti intervenuti alla conferenza, il turismo sta entrando in una nuova fase guidata da dati, automazione e assistenti intelligenti. Un cambiamento che non riguarda soltanto la tecnologia, ma anche il comportamento delle persone.
“Nonostante la guerra in Ucraina e l’aumento dei costi energetici, il turismo globale continua a crescere”, ha spiegato Mirko Lalli, vicedirettore di Turismi.ai, sottolineando la resilienza del settore. Anche con una contrazione del mercato statunitense, il turismo mondiale ha infatti registrato un incremento del 5%.
Per Lalli, però, la vera rivoluzione è soprattutto culturale e antropologica: l’AI consente di svolgere in pochi minuti attività che fino a poco tempo fa richiedevano tempo, competenze e strutture complesse.
Dalla ricerca alla richiesta diretta
Il modo di organizzare i viaggi sta cambiando radicalmente. Secondo i dati di Phocuswright, il 77% degli utenti prova frustrazione durante la fase di ricerca e prenotazione. Ed è proprio qui che interviene l’intelligenza artificiale.
“Non si cercano più semplicemente opzioni: si chiede direttamente all’assistente AI di costruire l’esperienza e prenotarla”, ha affermato Edoardo Colombo, presidente di Turismi.ai.
Il passaggio è quindi da una logica di ricerca tradizionale a una di richiesta conversazionale, dove l’utente dialoga con l’assistente digitale per ottenere soluzioni personalizzate.
AI e visibilità online: cambia il ruolo dei siti web
L’impatto dell’AI si riflette anche sul traffico online. I relatori hanno evidenziato come il traffico organico dei siti stia diminuendo, mentre crescono le interazioni generate dagli agenti intelligenti.
La vera sfida, oggi, non è soltanto essere presenti online, ma essere “leggibili” dalle AI. Le piattaforme di intelligenza artificiale costruiscono infatti le proprie risposte sulla base dei dati disponibili e della qualità delle informazioni reperite.
Un esempio citato durante la conferenza riguarda NerdWallet, che nelle ricerche sugli hotel Hyatt compare più frequentemente del sito ufficiale del brand su piattaforme AI come Perplexity.
Crescono le conversioni generate dall’intelligenza artificiale
Uno degli aspetti più interessanti riguarda le performance commerciali. Secondo quanto emerso a GatewAI, i tassi di conversione generati dall’AI risultano oggi nettamente superiori rispetto ai canali tradizionali.
Circa una ricerca su tre effettuata tramite AI si trasforma in prenotazione, contro meno dell’1% dei canali digitali tradizionali. Il prossimo passo sarà la prenotazione automatica gestita direttamente dagli assistenti intelligenti, come già avviene con piattaforme emergenti come Mindtrip.
Turismo, lavoro e nuove competenze
La crescita dell’intelligenza artificiale nel turismo avrà inevitabilmente un impatto anche sul mercato del lavoro. Secondo l’Ocse, entro il 2035 il settore avrà bisogno di oltre 40 milioni di nuovi lavoratori.
Antonio Barreca, vicedirettore di Turismi.ai, ha sottolineato come l’AI dovrà essere integrata lungo tutta la filiera turistica per sostenere la crescita della domanda e migliorare la produttività.
Automazione e tecnologie intelligenti permetteranno di ottimizzare processi e attività operative, lasciando però centrale il valore umano. Il 75% dei viaggiatori, infatti, continua a preferire il contatto diretto durante le esperienze sul territorio.
“Le macchine gestiscono l’efficienza, ma il valore resta nelle persone”, ha ribadito Mirko Lalli.
Lombardia e Governo investono sull’AI nel turismo
Durante l’evento è intervenuto anche Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, annunciando investimenti pubblici da 20 milioni di euro per sviluppare modelli basati su dati e intelligenza artificiale.
L’obiettivo è migliorare la capacità di anticipare la domanda turistica, ottimizzare l’offerta e supportare imprese e territori attraverso strumenti digitali avanzati.
Anche Regione Lombardia punta sull’innovazione. Debora Massari, assessore al Turismo, ha spiegato che è in fase di sviluppo un chatbot integrato nel portale inLombardia, pensato per migliorare l’esperienza degli utenti e la gestione dei flussi turistici.
Il turismo del futuro sarà guidato dai dati
Nel corso della conferenza è stata presentata anche la seconda edizione del White Paper “Innovazione e Turismo” di Repower, realizzato con Turismi.ai e curato scientificamente dal professor Sergio Beraldo dell’Università Federico II.
Il documento propone una nuova visione del turismo come sistema integrato, dove infrastrutture, tecnologia, accessibilità e territorio devono dialogare tra loro per creare valore.
Secondo Alessandra Priante, presidente di Enit, il futuro del settore dipenderà sempre più dalla capacità di utilizzare correttamente i dati:
“Il valore non è nei volumi, ma nella capacità di attrarre il turista giusto, nel momento giusto e con la motivazione giusta. Chi saprà interpretare i dati e integrarli nei processi decisionali potrà competere a livello internazionale”.
***
CONTINUA A LEGGERE SU BUSINESSMOBILITY.TRAVEL
Per non perderti davvero nulla seguici anche su LinkedIn, Instagram e TikTok