Dopo i rincari – e i maggiori ostacoli – per ottenere l’ESTA negli Stati Uniti, l’ETIAS, il sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi che, dalla fine del 2026, consentirà agli stranieri di viaggiare nell’area Schengen in Europa e l’ETA, l’autorizzazione necessaria per entrare nel Regno Unito, ecco arrivare dal Sol Levante lo JESTA, il sistema elettronico giapponese per l’autorizzazione al viaggio, che entrerà in vigore entro marzo 2029 e che richiederà un pre-screening per i cittadini stranieri che entrano dalla settantina di paesi – tra cui l’Italia – che oggi non pagano il visto.
I cambiamenti per i viaggiatori in Giappone. Già dal 2026
Uno dei cambiamenti allo studio per l’anno fiscale 2026 è invece un aumento della tassa di soggiorno internazionale, nota anche come tassa di partenza. Istituito nel 2019, ogni passeggero in partenza paga attualmente una tariffa di 1.000 yen (6meno di 6,5 euro), ritenuta troppo bassa dal Governo. Inoltre l’esecutivo di Sanae Takaichi sta anche valutando un aumento dei costi per il rilascio del visto. Le tariffe per i visti in Giappone non sono cambiate dal 1978.
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