Dal 19 maggio 2026, chiunque può acquistare un biglietto su Riyadh Air. Non più soltanto i dipendenti del vettore, i funzionari del fondo sovrano saudita PIF o i diplomatici che ne costituivano la platea riservata: il collegamento giornaliero tra l’aeroporto King Khalid di Riyadh e il Terminal 4 di Heathrow è finalmente aperto a tutti, con voli commerciali che decollano il primo luglio a bordo dei nuovi Boeing 787-9 Dreamliner.
Per chi segue la compagnia sin dalla sua fondazione ufficiale nel marzo 2023, la data ha un sapore particolare. Tre anni di attesa, due lanci annunciati e poi rimandati, ritardi nelle consegne Boeing che hanno costretto il vettore ad operare con un aereo preso in leasing da Oman Air — battezzato con il nome Jamila — e una campagna di visibilità generosa, con la maglia dell’Atletico Madrid che ha portato il logo della compagnia nei principali stadi d’Europa. Tutto questo mentre i voli esistevano, sì, ma in una specie di limbo operativo.
“Oggi segna una tappa davvero entusiasmante per Riyadh Air, poiché introduciamo il nostro nuovo aeromobile e l’esperienza premium sulla consolidata rotta per Londra”
Tony Douglas, CEO di Riyadh Air
Il programma “Pathway to Perfect” e il Boeing che arriva da Boeing
Tecnicamente, Riyadh Air vola su Londra dal 26 ottobre 2025. Ma quei voli con Jamila rientravano in un programma interno chiamato “Pathway to Perfect”: una fase di preparazione operativa pensata per affinare ogni dettaglio di bordo — dall’intrattenimento al sistema audio proprietario Euphony — prima del lancio commerciale vero e proprio. I biglietti erano acquistabili solo da un gruppo ristretto, e i voli di fatto non comparivano nelle normali piattaforme di vendita.
Dal primo luglio, tutto cambia. I 787-9 di proprietà di Riyadh Air — il primo, con matricola HZ-RXAA, è stato consegnato a maggio 2026, di proprietà di AviLease — sostituiranno Jamila sulla rotta londinese. La compagnia prevede di ricevere circa un aereo al mese, affiancando progressivamente nuove destinazioni. Entro fine 2026 arriveranno anche i primi Airbus A321neo per le rotte regionali.
Flotta e destinazioni: l’ambizione è quella dei big del Golfo
Riyadh Air ha disegnato la sua flotta da zero, puntando su tre famiglie di aeromobili con ruoli distinti nella rete. Gli ordini fermi includono 39 Boeing 787-9 per il lungo raggio, 60 Airbus A321neo per rotte regionali e medio raggio, e 25 Airbus A350-1000 — questi ultimi destinati probabilmente a ospitare in futuro anche un prodotto di prima classe, secondo quanto suggerito dallo stesso CEO Douglas. L’obiettivo dichiarato è superare le 100 destinazioni entro il 2030.
| Aeromobile | Ordini fermi | Impiego previsto |
|---|---|---|
| Boeing 787-9 Dreamliner | 39 | Lungo raggio (Europa, Asia) |
| Airbus A321neo | 60 | Rotte regionali e medio raggio |
| Airbus A350-1000 | 25 | Ultra long-haul, futura first class |
Le prime rotte europee puntano su Londra, Manchester e Madrid; fuori dall’Europa, i collegamenti iniziali includono Gedda, Il Cairo e Dubai. Una strategia che rispecchia apertamente quella di Emirates, Qatar Airways ed Etihad: fare dell’hub di Riyadh un punto di transito per il traffico Europa–Asia, sottraendo passeggeri ai tre vettori del Golfo che finora hanno dominato quei corridoi.
Sfeer, il programma fedeltà che sfida le convenzioni
Il programma fedeltà si chiama Sfeer — termine arabo che evoca atmosfera e convivialità — e funziona su tre livelli: Silver, Gold e Platinum. I punti non scadono, il Wi-Fi è gratuito per gli iscritti sin dal primo volo, e chi si iscrive ora ottiene il titolo di Founding Member.
L’elemento più interessante per il viaggiatore d’affari è la possibilità di condividere punti e benefit con altri membri del programma — familiari o colleghi — senza le limitazioni che caratterizzano la maggior parte dei frequent flyer program tradizionali. Non è rivoluzionario in assoluto, ma è un segnale chiaro di un posizionamento orientato alla fidelizzazione di lungo periodo piuttosto che alla sola scontistica.
Sul fronte degli accordi di codeshare, il network si è allargato rispetto ai primi annunci: oltre ad Air France, KLM, Virgin Atlantic e Singapore Airlines, sono stati siglati accordi anche con Delta, Turkish Airlines, Air China, China Eastern ed EgyptAir — un’architettura di connettività che consente di accumulare miglia su rotte dove Riyadh Air non vola ancora direttamente.
Perché conta, per chi viaggia per lavoro
Per il viaggiatore corporate europeo, l’apertura di Riyadh Air introduce una nuova opzione diretta tra la capitale saudita e Londra Heathrow con un prodotto premium — quattro classi di servizio sul 787-9, nessuna prima classe per ora ma una business class presentata come il fulcro dell’esperienza. Il collegamento è giornaliero, con partenza da Riyadh alle 3:15 e arrivo a Londra intorno alle 7:30: non il classico slot da aereo business, ma funzionale per chi vuole arrivare a Londra all’inizio della giornata lavorativa.
La compagnia ha già ricevuto oltre 1,5 milioni di candidature e conta circa 650 dipendenti oggi, proiettati a 15.000 entro fine decennio. Sono numeri che raccontano un progetto serio, non una compagnia di bandiera costruita per l’immagine. Rimane da vedere se la promessa di qualità reggerà alla scalabilità — ed è esattamente quello che si scoprirà a partire dal primo luglio.
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