Palermo

Tassa di soggiorno a Palermo 2026, tutto sulle nuove tariffe ed esenzioni

In questo articolo

Guida completa alla tassa di soggiorno a Palermo 2026: scopri le tariffe aggiornate per hotel e B&B, le esenzioni previste e come funziona l'obbligo del CIN

Il 2026 si conferma un anno di consolidamento per il turismo nel capoluogo siciliano. Dopo l’onda lunga dei grandi eventi culturali degli ultimi anni e il potenziamento dei collegamenti internazionali, Palermo continua a investire sulla qualità dell’accoglienza e sulla tutela del proprio inestimabile patrimonio arabo-normanno.

L’imposta di soggiorno rimane la risorsa principale per il Comune di Palermo per finanziare i servizi turistici, la manutenzione delle aree pedonali del centro storico, la pulizia dei litorali (da Mondello a Sferracavallo) e il potenziamento del trasporto pubblico, inclusa la rete tramviaria in espansione.

In linea con le direttive nazionali, anche Palermo ha recepito pienamente l’obbligo del CIN (Codice Identificativo Nazionale). Il sistema, entrato a regime lo scorso anno, garantisce una maggiore trasparenza nel settore degli affitti brevi, equiparando gli oneri fiscali delle case vacanze a quelli delle strutture alberghiere tradizionali.

Le tariffe per il 2026 riflettono la volontà dell’amministrazione di modulare il contributo in base alla tipologia di comfort offerto, mantenendo comunque Palermo una destinazione competitiva rispetto alle altre grandi città d’arte italiane.

Tariffe della tassa di soggiorno a Palermo 2026

L’importo è dovuto per ogni pernottamento effettuato nelle strutture ricettive del territorio comunale. Di seguito il riepilogo dei costi per persona, per notte:

Strutture Alberghiere

Categoria Tariffa a notte (per persona)
Alberghi 1 Stella € 1,50
Alberghi 2 Stelle € 2,00
Alberghi 3 Stelle € 3,00
Alberghi 4 Stelle € 4,00
Alberghi 5 Stelle e 5 Stelle Lusso € 5,00

Strutture Extra-Alberghiere e Altre Tipologie

Tipologia Tariffa a notte (per persona)
B&B, Case Vacanza, Affittacamere € 2,00
Case per ferie e Ostelli € 1,50
Agriturismi e Residenze Turistiche € 2,50
Campeggi e Villaggi turistici € 1,00

Nota bene: L’imposta di soggiorno a Palermo si applica generalmente fino a un massimo di 4 pernottamenti consecutivi. Se il soggiorno è più lungo, le notti successive alla quarta sono esenti.

Come avviene il pagamento?

Il contributo viene versato dall’ospite al termine del soggiorno direttamente al gestore della struttura, che rilascia una ricevuta (spesso integrata nella fattura o nel documento commerciale).

Per gli operatori del settore, la gestione è semplificata dalla digitalizzazione:

  • Portale del Turismo: la dichiarazione e il riversamento avvengono tramite la piattaforma online del Comune di Palermo, accessibile esclusivamente con identità digitale (SPID o CIE).
  • Scadenze: le somme riscosse devono essere versate al Comune con cadenza trimestrale (entro il giorno 15 del mese successivo al trimestre di riferimento).
  • Prenotazioni Online: per le locazioni brevi tramite portali (Airbnb, Booking.com), l’imposta può essere prelevata direttamente al momento della prenotazione. Resta obbligo del locatore assicurarsi che il CIN sia correttamente esposto nell’annuncio.

Esenzioni: chi non deve pagare?

A Palermo, sono previste diverse categorie di esenzione per favorire l’inclusione e supportare chi viaggia per necessità:

  1. Minori: bambini e ragazzi fino al compimento del dodicesimo anno di età.
  2. Studenti: studenti universitari fuori sede iscritti all’Università degli Studi di Palermo.
  3. Salute: pazienti che devono effettuare terapie presso strutture sanitarie cittadine e i loro accompagnatori.
  4. Disabilità: soggetti con disabilità non autosufficienti e i relativi accompagnatori.
  5. Forze dell’Ordine: personale appartenente alle forze di polizia e ai vigili del fuoco che pernotta per esigenze di servizio.
  6. Residenti: cittadini iscritti all’anagrafe del Comune di Palermo.

Per ottenere l’esenzione è necessario consegnare al gestore una documentazione idonea o un’autocertificazione secondo i modelli predisposti dal Comune.

Sanzioni e controlli

Nel 2026, l’incrocio dei dati tra la banca dati regionale (Turistat/CUSR) e quella nazionale (CIN) permette controlli automatici e capillari.

Per i turisti: il pagamento è un obbligo di legge. In caso di rifiuto, il gestore è tenuto a segnalare le generalità dell’ospite all’amministrazione comunale per il recupero del credito.

Per i gestori: l’omesso o ritardato versamento dell’imposta è punito con sanzioni amministrative pecuniarie (dal 30% al 200% dell’importo). La mancata comunicazione dei dati comporta sanzioni specifiche e può portare alla sospensione dell’attività nei casi di grave irregolarità.

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