Mentre la Sicilia vive un momento di insolito fermento aeronautico — con l’annuncio in rapida successione di Etna Sky e della neonata 24 Airways — arriva una notizia di segno opposto: il progetto di Aerolinee Siciliane sembra naufragato. L’ambizioso piano lanciato dal patron Luigi Crispino, con voli settimanali da Catania e Palermo verso Milano e Bergamo a prezzi calmierati, è naufragato, e lo stesso fondatore vorrebbe mettere la società in liquidazione.
“Il progetto è finito ancora prima di cominciare”
È questo il laconico commento che arriva da uno dei componenti del CdA di Aerolinee Siciliane. Secondo quanto ricostruito dalla sezione dossier di PalermoToday, il piano sarebbe dovuto decollare, secondo il cronoprogramma, dal 31 maggio con il volo inaugurale da Catania e Palermo per Milano e Bergamo, ma nulla si è concretizzato, nonostante la compagnia avesse già messo in vendita i biglietti.
L’avvio delle attività era stato programmato per la fine di maggio, con l’apertura delle vendite dei biglietti per i collegamenti da Palermo e Catania verso gli scali di Milano e Bergamo. L’obiettivo dichiarato era l’applicazione di tariffe calmierate per agevolare la mobilità dei residenti, degli studenti e dei lavoratori fuori sede.
A rendere ancora più tesa la situazione interna, PalermoToday riferisce anche di un’assemblea ‘movimentata’, in cui uno dei soci è stato schiaffeggiato.
Chi è Luigi Crispino e la storia di Aerolinee Siciliane
Aerolinee Siciliane SpA è stata fondata nel 2020 a Caltagirone con un modello di azionariato diffuso. La società è radicata soprattutto in provincia di Ragusa, conta 161 soci e un capitale sociale di 1,4 milioni di euro.
Al vertice del progetto c’è sempre stata la figura di Luigi Crispino, imprenditore aeronautico con un passato controverso. Crispino è colui che negli anni ’90, agli albori della liberalizzazione dei cieli, creò Air Sicilia, che poi procedette fra pochi alti e tanti bassi fino al definitivo fallimento del 2003.
Nel 2024, dopo un’assemblea dei soci che aveva votato per continuare, Crispino aveva dichiarato:
“La scelta è obbligata, perché la società ha bisogno di manager più giovani. Questo non vuol dire che mancherà il mio apporto che anzi aumenterà, sul piano finanziario”.
Gli ostacoli che hanno bloccato il progetto
L’iniziativa si è scontrata con le complesse barriere d’ingresso del mercato aeronautico, che richiedono ingenti requisiti finanziari, il superamento delle rigide procedure di certificazione ENAC e la disponibilità di aeromobili in leasing.
Già mesi fa le difficoltà erano emerse chiaramente. Il presidente del Consiglio di sorveglianza Leonardo Licitra aveva ammesso: “Non se ne trovano [aeromobili] per le note difficoltà legate ai richiami degli aerei. Abbiamo fatto numerosi tentativi ma fino a questo momento non sono andati in porto“. Una strada alternativa era stata tentata spostando la richiesta di COA a Malta: “faremo come ha fatto Ryanair“, aveva rivendicato Crispino. Non è bastato.
Etna Sky: la sfida del deputato Messina
Nel frattempo, un altro progetto siciliano ha acceso le speranze. Annunciata ufficialmente nel dicembre 2025, Etna Sky si presenta come la risposta strutturale all’annoso problema del caro voli. Il volto pubblico e principale promotore del progetto è Manlio Messina, deputato nazionale ed ex assessore regionale al Turismo, che ricopre il ruolo di Presidente del CdA di Etna Sky Holding, società costituita formalmente a Milano e con sede operativa a Catania.
Con la frase “Noi stiamo per decollare e voi preparatevi ad allacciare la cintura“, Messina aveva annunciato sui suoi profili social la nascita del vettore, postando anche la foto di un aereo con quella che dovrebbe essere la livrea della società.
Le basi operative principali saranno Catania e Palermo, con voli previsti anche da Comiso e Trapani. Nel primo anno sono in programma collegamenti nazionali con Milano, Roma, Torino, Bologna, Pisa e Forlì. Nel secondo anno si aggiungeranno rotte europee e internazionali, con una flotta iniziale di 4 aerei destinata a crescere fino a 15 in cinque anni.
Tuttavia, anche per Etna Sky la strada si preannuncia in salita. Al 25 marzo scorso il nome della compagnia non figurava ancora tra quelli autorizzati dall’ENAC, e non è possibile dire se e quando Etna Sky abbia presentato l’istanza per il COA — il Certificato di operatore aereo indispensabile per l’avvio dei voli.
E poi c’è 24 Airways
È nata anche una nuova compagnia aerea italiana con sede legale in provincia di Pavia e base operativa in Sicilia, chiamata 24 Airways: secondo le prime indiscrezioni avvierà entro l’estate prossima collegamenti nazionali e internazionali. Tra i soci figurano due fondi di investimento con sede in Lussemburgo. La flotta iniziale prevede 14 aeromobili: Boeing 737 per tratte a medio-lungo raggio e Airbus per i collegamenti nazionali. La compagnia anticipa tariffe agevolate per residenti, studenti e persone con disabilità.
Un sogno che si ripete — e si spezza
Dopo le esperienze di Air Sicilia e di WindJet, tocca ora ad Aerolinee Siciliane, l’ennesima compagnia aerea che voleva avere come missione quella di andare incontro alle specifiche esigenze delle isole siciliane. Il problema del caro voli per i siciliani rimane irrisolto, e le promesse di una compagnia di bandiera tutta isolana restano, per ora, soltanto tali. Mentre Etna Sky e 24 Airways annunciano di voler colmare quel vuoto, il destino di Aerolinee Siciliane ricorda quanto il cielo sopra la Sicilia sia, per chi vuole volarci in proprio, ancora difficile da conquistare. E parecchio.
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