Luca Patanè presidente Uvet

Classifica TMC 2026: Uvet si conferma prima in Italia. Luca Patanè commenta: “Noi continuiamo a lavorare per rafforzare la nostra posizione”

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Scopri la classifica delle TMC in Italia per il 2026 dal report di Business Travel News Europe. Uvet si conferma al primo posto in un mercato in profonda evoluzione.

Il report di Business Travel News Europe del 2026 fotografa un mercato italiano del business travel in profonda trasformazione, caratterizzato dalla maxi-integrazione Amex GBT-CWT, dalla spinta verso l’autonomia tecnologica delle TMC (Travel Management Companies) e da un modello di remunerazione (le transaction fees) messo a dura prova dall’Intelligenza Artificiale. In questo panorama in forte fermento, Uvet si conferma leader in Italia, ma l’operazione globale Amex GBT-CWT apre uno scenario inedito per la sua storica joint venture con il colosso americano.

Il settore si trova quindi a un bivio in cui le grandi manovre finanziarie internazionali si intrecciano con il bisogno di stabilità dei clienti e con la necessità di ridefinire il valore stesso dell’assistenza e della tecnologia.

L’impatto della maxi-integrazione Amex GBT-CWT e il ruolo di Uvet

L’operazione che ha ridefinito gli equilibri globali del settore ha inevitabili riflessi sul mercato interno. A fare chiarezza sulle strategie e sulle prospettive future è intervenuto direttamente il Presidente di Uvet a cui abbiamo chiesto:

“Dato il completamento dell’acquisizione di CWT da parte di Amex GBT, Uvet si trova oggi a gestire una doppia eredità in Italia: la vostra storica joint venture e il portafoglio clienti ex-CWT. In qualità di leader di mercato, qual è la vostra strategia per integrare questi due mondi garantendo la continuità del servizio e come risponderete alle indiscrezioni sull’acquisizione di Amex GBT da parte del fondo Long Lake, che potrebbe toccare da vicino gli assetti proprietari italiani?”

“Le operazioni di consolidamento dimostrano che il business travel sta entrando in una nuova fase. Per i clienti, però, ciò che conta è avere un interlocutore stabile, competente e capace di creare valore. È esattamente il ruolo che vogliamo continuare a svolgere. In questi anni abbiamo investito nelle persone, nella tecnologia e nello sviluppo di soluzioni proprietarie perché crediamo che il futuro del settore sarà sempre più orientato alla consulenza, ai dati e all’innovazione. Questo è il nostro focus. Per quanto riguarda le operazioni societarie che coinvolgono il nostro partner internazionale è prematuro parlare ora degli effetti sull’Italia. Noi continuiamo a lavorare con la stessa determinazione per rafforzare la nostra posizione e offrire ai clienti il miglior servizio possibile”. – Luca Patanè Presidente Uvet

Una posizione, quella di Patanè, che riflette la prudenza e la solidità tipiche di una leadership di mercato consolidata. Di fronte a scossoni geopolitici e societari di portata globale (come l’integrazione Amex GBT-CWT e i rumors sul fondo Long Lake), Uvet sceglie di rassicurare il mercato puntando sui fondamentali: stabilità, competenze interne e investimenti tecnologici proprietari.

Spostando il focus dalle speculazioni finanziarie alla continuità del servizio, il Presidente ribadisce che il vero valore differenziante nel 2026 non risiede solo nelle dimensioni del network, ma nella capacità di tradurre la tecnologia in consulenza strategica personalizzata per le aziende partner.

Antonio Ceschia, Presidente BT Lounge

Il sentiment dei Travel Manager: oltre la dicotomia ‘online vs offline’

Nel contesto di un mercato italiano fortemente consolidato, le esigenze di chi gestisce i viaggi d’affari sono diventate estremamente complesse. Antonio Ceschia, Presidente della community di Travel Manager BT Lounge, ha offerto una sintesi lucida del sentiment che emerge dall’osservatorio di BT Lounge.

“La tecnologia è ciò che ci aspettiamo. L’assistenza è ciò che ricordiamo. Una piattaforma digitale al passo con i tempi è ormai una base di partenza dalla quale nessuno può prescindere, una materia prima quindi, che fa solo in minima parte la differenza. La capacità di una TMC di esserci davvero quando un viaggio subisce una disruption è invece ciò che genera fiducia e costruisce una relazione di lungo periodo. Per questo oggi il fattore distintivo non è scegliere tra online e offline, ma saper integrare perfettamente i due mondi in un’esperienza fluida per il viaggiatore e per chi governa il Business Travel.”

L’analisi di Ceschia supera un vecchio cliché del settore: il dualismo tra digitale e umano. Nel 2026, la tecnologia non è più un valore aggiunto (“è una materia prima”), ma il prerequisito minimo per competere. Il vero valore “memorabile” si sposta sulla gestione dell’imprevisto (disruption management). La fiducia aziendale si conquista sul campo, dimostrando che dietro a un algoritmo o a un’applicazione efficiente esiste una struttura umana capace di intervenire quando le variabili operative saltano.

Le sfide del medio termine: costi, sostenibilità (ESG) e Intelligenza Artificiale

Guardando al futuro a medio termine, i Travel Manager si trovano a dover bilanciare tre forze contrastanti: l’aumento strutturale dei costi di viaggio, la pressione aziendale sugli obiettivi di sostenibilità (ESG) e l’introduzione dell’IA nei processi di prenotazione e rendicontazione.

Su cosa chiedano concretamente i buyer alle TMC tra strumenti predittivi per controllare la spesa in anticipo e dati trasparenti per certificare l’impatto ambientale delle trasferte, Antonio Ceschia ha chiarito:

“Oggi chiediamo alle TMC strumenti efficaci per supportare le decisioni. L’IA può diventare un grande alleato se ci aiuta a prevedere la spesa, a individuare le turbolenze – anche in modo predittivo – e a suggerire comportamenti più efficienti. La sostenibilità è certamente un tema importante, ma nel breve periodo la priorità resta ancora disporre di dati affidabili, di previsioni attendibili e di strumenti evoluti per integrare e leggere entrambi.”

Le parole di Ceschia mettono in luce il pragmatismo dei buyer nel 2026. Nonostante la forte spinta etica e normativa sui criteri ESG (sostenibilità ambientale), l’inflazione e l’aumento strutturale dei costi costringono le aziende a rimettere al centro il controllo del budget a breve termine. In questo scenario, l’Intelligenza Artificiale non viene vista come una minaccia per le TMC, bensì come uno strumento di business intelligence predittiva. I Travel Manager non cercano report passivi, ma sistemi capaci di anticipare le criticità finanziarie e operative prima che si verifichino.

Il mercato italiano del Business Travel nel 2026 si presenta come un ecosistema maturo e resiliente, ma obbligato a riscrivere le proprie regole d’ingaggio. Se da un lato i grandi player come Uvet devono navigare le complessità dei consolidamenti internazionali mantenendo salda la fiducia dei clienti, dall’altro l’evoluzione tecnologica impone un cambio di paradigma: la tecnologia automatizza i processi, ma è la consulenza sui dati e la gestione delle emergenze a giustificare i budget e a cementare le partnership di lungo periodo. La sfida per il futuro sarà l’equilibrio perfetto tra la potenza predittiva dell’algoritmo e l’affidabilità insostituibile del fattore umano.

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