La meeting industry italiana si consolida e trova un nuovo punto di equilibrio strutturale. Nel corso del 2025 il settore ha generato un valore economico diretto pari a 13,2 miliardi di euro, registrando nel periodo compreso tra il 2022 e il 2025 un tasso medio annuo di crescita composto del 6,4%.
Dopo il forte rimbalzo fisiologico seguito alla pandemia, il mercato dei congressi e degli eventi in Italia entra ufficialmente in una fase più matura. In questo nuovo scenario gli appuntamenti internazionali mantengono un peso superiore al periodo pre-Covid, gli eventi diventano complessivamente più brevi ma conservano livelli di partecipazione superiori al 2019 e cresce in modo significativo la domanda di format flessibili all’interno di spazi non convenzionali.
I dati macroeconomici emergono chiaramente dallo studio “Il mercato dei congressi e degli eventi in Italia nel 2025”, realizzato da ASERI – Università Cattolica del Sacro Cuore per l’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi. La ricerca è stata presentata durante l’evento “Il valore della meeting industry: interpretare il futuro attraverso i dati OICE”, promosso da Federcongressi&eventi presso il Centro Congressi Confindustria di Roma, un appuntamento interamente dedicato all’evoluzione del turismo congressuale e alle prospettive di sviluppo per il biennio 2026-2027.
I numeri della meeting industry in Italia nel 2025
I volumi complessivi del settore dimostrano la centralità del comparto per l’economia nazionale, con una forte concentrazione di appuntamenti che hanno interessato tutto il territorio.
| Indicatore di Mercato | Valore Assoluto 2025 |
| Eventi Realizzati | 365.789 |
| Partecipanti Totali | 28.627.455 |
| Presenze Complessive | 43.275.254 |
Il primo elemento fondamentale che emerge dalla lettura dei numeri, illustrati da Roberto Nelli, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile scientifico della ricerca, riguarda la composizione interna del mercato. Nel 2025 gli eventi locali rappresentano il 54,8% del totale, quelli nazionali il 32,3% e quelli internazionali il 12,9%.
Sebbene rispetto al 2024 si noti una crescita del peso degli eventi locali a scapito degli appuntamenti nazionali, il confronto storico con il 2019 evidenzia come gli eventi internazionali restino stabilmente sopra i livelli pre-pandemici, sono infatti passati dal 9,8% al 12,9% della quota totale.
Secondo l’analisi di Roberto Nelli, i valori assoluti e i valori medi a livello nazionale non consentono di comprendere appieno la reale situazione della meeting industry italiana. Il settore presenta infatti un’elevata eterogeneità, soprattutto in relazione ai caratteri specifici dell’evento e all’area geografica di riferimento. Il mercato va quindi interpretato considerando le diverse tipologie di eventi e le differenti aree del Paese.

Evoluzione dei format: eventi più brevi e di qualità
Un segnale estremamente positivo arriva dalla domanda internazionale, con gli arrivi di partecipanti stranieri per finalità congressuali che risultano in lieve crescita rispetto all’anno precedente. Parallelamente, il formato degli eventi continua la sua evoluzione verso una maggiore densità di contenuti.
| Caratteristica dell’Evento | Valore Medio 2025 | Confronto Storico |
| Durata Media (Giornate) | 1,39 | In calo rispetto alle 1,42 giornate precedenti |
| Partecipanti Medi per Evento | 78,3 | In lieve calo sul biennio ma superiori ai 67,5 del 2019 |
Questo trend rispecchia le dinamiche internazionali. Nel mondo delle imprese si punta oggi con decisione alla qualità dell’esperienza piuttosto che alla durata temporale, prediligendo eventi esperienziali e densi di valore aggiunto.
Il peso economico della meeting industry si riflette direttamente sul comparto turistico nazionale. Nel 2025 gli eventi di oltre una giornata hanno generato circa 30 milioni di presenze, che equivalgono al 10,4% del totale delle presenze alberghiere registrate in Italia. La spesa media pro capite si è attestata a 312 euro, segnando una crescita del 3,7% rispetto al 2024.
Sul fronte della domanda, le aziende e le imprese si confermano il principale mercato di riferimento, originando il 61,4% degli eventi complessivi, pur tornando su livelli più vicini al periodo pre-pandemico dopo il picco del post-Covid. Al contrario, si registra la crescita del segmento associativo, che sale al 24,4% e conferma una progressiva e salutare diversificazione del mercato.
Analisi territoriale e nuovi trend di spazio
L’analisi geografica restituisce la fotografia di un’Italia che viaggia a più velocità, con dinamiche differenti tra le macro-aree.
| Area Geografica | Quota Sedi | Quota Eventi | Stato del Mercato |
| Nord Italia | Oltre 50% | Quasi 60% | Traino del settore con il Nord Est protagonista |
| Centro Italia | Minoritaria | Minoritaria | In leggero rallentamento ma con elevate potenzialità |
| Sud Italia | Contenuta | Contenuta | Segnali di equilibrio e crescita potenziale da gestire |
Tra i trend emergenti più rilevanti si consolida la ricerca di format flessibili. Gli spazi non convenzionali registrano infatti una crescita media annua del 12,5% a partire dal 2022, anche se gli alberghi dotati di sale meeting continuano a rappresentare la principale sede fisica per gli eventi congressuali in Italia.

Il ruolo delle strategie locali e il caso Roma
Durante il convegno è intervenuto Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, ha sottolineato come la città abbia modificato radicalmente il proprio posizionamento internazionale. La strategia adottata integra turismo, congressi, sport, moda e grandi appuntamenti. La ricaduta mediatica dei grandi eventi sportivi ospitati dalla Capitale equivale a circa 400 milioni di euro di investimenti pubblicitari. Questo rinnovato appeal internazionale ha stimolato lo sviluppo alberghiero, portando all’apertura di 147 hotel negli ultimi quattro anni e mezzo, di cui 27 strutture classificate a cinque stelle.
Gabriella Gentile, Presidente di Federcongressi&eventi, ha concluso sottolineando che il rapporto OICE restituisce un quadro decisamente incoraggiante per tutta la meeting industry italiana. Il comparto deve ora trasformare questi risultati positivi in azioni concrete e strutturate. Le priorità strategiche per consolidare la crescita includono investimenti mirati nelle infrastrutture congressuali, il rafforzamento della promozione del brand Italia sui mercati internazionali e la costante valorizzazione del capitale umano, elementi fondamentali poiché l’incontro tra persone genera cultura, competenze e valore diffuso per i territori.
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