L’autunno milanese porta con sé una novità che riguarda da vicino chi guida un diesel Euro 5, mentre concede altri dodici mesi a chi possiede una moto o uno scooter più datati. Dal 1° ottobre 2026 entra infatti in vigore un nuovo blocco regionale, distinto dalle regole di Area C, che complica sensibilmente la vita a una fetta di automobilisti lombardi. Per le due ruote, invece, il Comune ha scelto ancora una volta la strada della gradualità.
Le regole di Area C, aggiornate al 2026
Prima di entrare nel merito delle novità, vale la pena ricordare come funziona oggi la Cerchia dei Bastioni. Dal 1° gennaio 2026 Area C è attiva sette giorni su sette, weekend e festivi compresi, sempre dalle 7:30 alle 19:30: una modifica sostanziale rispetto al passato, quando il pagamento riguardava solo i giorni feriali. Il ticket ordinario resta fissato a 7,50 euro al giorno e consente ingressi multipli nelle 24 ore, mentre i residenti pagano 3 euro dal 51° accesso annuale in poi. Acquistare il ticket, però, non basta se il veicolo appartiene a una categoria già esclusa: per i diesel fino a Euro 5 e per le benzina più vecchie l’accesso resta vietato a prescindere dal pagamento.
Diesel Euro 5, la vera novità dell’autunno
Il cambiamento più rilevante non riguarda Area C in sé, ma un provvedimento di Regione Lombardia che si applica in parallelo. Dal 1° ottobre 2026 le autovetture diesel Euro 5 non potranno più circolare, dal lunedì al venerdì e dalle 7:30 alle 19:30, in tutta l’area urbana dei comuni lombardi con più di 100.000 abitanti: Milano, Brescia, Monza e Bergamo. Si tratta di una misura che va oltre il perimetro della Cerchia dei Bastioni e che, per i veicoli M1, decorre proprio dal 1° ottobre 2026; per furgoni e mezzi commerciali leggeri delle categorie M2, N1 e N2 la scadenza slitta al 2027, mentre per M3 e N3 al 2028. Per chi gestisce una flotta aziendale con diesel Euro 5 ancora in circolazione, è il momento di verificare mezzo per mezzo la classe ambientale riportata sulla carta di circolazione.
MoVe-In, la via che evita il blocco totale
Regione Lombardia mette a disposizione un’alternativa al divieto secco: il sistema MoVe-In, che sostituisce le limitazioni orarie con un tetto massimo di chilometri percorribili ogni anno. Installando una scatola nera sul veicolo, chi aderisce può continuare a muoversi anche nelle fasce normalmente vietate, restando entro la soglia chilometrica assegnata alla propria categoria. Restano inoltre alcune deroghe specifiche per determinati utilizzi, motivo per cui conviene sempre controllare la situazione del singolo mezzo prima di darlo per escluso.
Moto e scooter, il divieto slitta ancora
Diversa la sorte delle due ruote. Il calendario comunale prevedeva, sempre dal 1° ottobre 2026, lo stop in Area B e Area C per i motoveicoli e ciclomotori a due tempi Euro 2 ed Euro 3, per quelli diesel Euro 2 ed Euro 3 e per i quattro tempi a benzina Euro 0, 1 e 2. Con una delibera approvata dalla Giunta il 12 febbraio 2026, il Comune ha rinviato l’entrata in vigore di un altro anno, spostandola al 1° ottobre 2027. Fino ad allora queste categorie possono continuare a circolare secondo le regole attualmente vigenti.
Perché Milano ha scelto di aspettare
Dietro la proroga c’è un’analisi del parco circolante più favorevole del previsto. Secondo i dati citati dal Comune, i motoveicoli rappresentano circa il 20,3% dei mezzi che circolano a Milano, ma una quota crescente appartiene già a classi tecnologiche recenti o è elettrica. Il loro contributo complessivo alle emissioni da traffico stradale nel 2026 è stato stimato intorno al 2% per il PM10 e all’1% per gli ossidi di azoto, numeri che Palazzo Marino ha ritenuto compatibili con un ulteriore rinvio senza compromettere gli obiettivi del Piano Aria e Clima.
Cosa resta vietato oggi, e cosa cambierà dopo il 2027
Il rinvio non equivale a una circolazione libera per tutte le due ruote. Restano già esclusi da Area C i motoveicoli e ciclomotori a due tempi Euro 0 ed Euro 1 e quelli a gasolio Euro 0 ed Euro 1. Dal 1° ottobre 2027 il divieto si allargherà, come previsto, ai due tempi Euro 2 ed Euro 3, ai diesel Euro 2 ed Euro 3 e ai quattro tempi a benzina Euro 0, 1 e 2. Un’ulteriore stretta è fissata per il 1° ottobre 2028, quando toccherà ai quattro tempi a benzina Euro 3, mentre dal 1° ottobre 2030 il giro di vite coinvolgerà anche i due tempi Euro 4 e i diesel Euro 4 ed Euro 5.
Diesel Euro 6, nessuna novità fino al 2028
Chi guida un diesel Euro 6 A, B o C può invece continuare a circolare senza sorprese. Il Comune ha infatti posticipato al 30 settembre 2028 le limitazioni che avrebbero dovuto colpire progressivamente queste motorizzazioni, quindi in Area C restano ammesse fino a quella data, ticket alla mano.
Il quadro d’insieme per chi si muove tra Milano e la Lombardia
Riassumendo, il vero spartiacque dell’autunno 2026 riguarda i diesel Euro 5, colpiti dal blocco regionale su tutta l’area urbana e non solo nella Cerchia dei Bastioni. Per moto, scooter e diesel Euro 6, invece, Milano ha scelto ancora una volta la gradualità, rinviando gli stop più impattanti. Ecco le scadenze principali da tenere a mente:
| Scadenza | Cosa cambia |
| 1° ottobre 2026 | Stop regionale ai diesel Euro 5 (M1) a Milano, Brescia, Monza e Bergamo |
| 1° ottobre 2027 | Diesel Euro 5 M2/N1/N2 esclusi; stop in Area B e C per moto/scooter due tempi Euro 2-3, diesel Euro 2-3, benzina 4T Euro 0-1-2 |
| 30 settembre 2028 | Fine della proroga per i diesel Euro 6 A-B-C in Area C |
| 1° ottobre 2028 | Diesel Euro 5 M3/N3 esclusi; stop per benzina 4T Euro 3 in Area B e C |
| 1° ottobre 2030 | Stop per due tempi Euro 4 e diesel Euro 4-5 in Area B e C |
Prima di entrare nel centro di Milano, il consiglio resta lo stesso di sempre: controllare la classe ambientale sulla carta di circolazione e verificare targa e nazionalità del veicolo sul portale del Comune, così da sapere con certezza se l’accesso è consentito, a pagamento o vietato.
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