I sei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc) – Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait e Oman

Golfo Persico, visto turistico unico per i sei Paesi entro fine 2026

In questo articolo

Il Gcc annuncia il lancio entro fine 2026 del visto turistico unificato per Emirati, Arabia Saudita, Oman, Qatar, Kuwait e Bahrein, per rilanciare il turismo regionale.

Prende forma il progetto del visto turistico unificato per i sei Paesi del Golfo. L’annuncio della sua imminente adozione da parte di Emirati Arabi, Arabia Saudita, Oman, Qatar, Kuwait e Bahrein è arrivato nel corso del forum su “Dialogo su Sicurezza e Storia” a Riyadh, per voce del segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo, Jasem Mohamed Albudaiwi. Il varo è atteso già entro la fine dell’anno.

L’obiettivo è incentivare l’arrivo di visitatori stranieri e permettere il pieno rilancio dell’intera regione dopo la grave crisi geopolitica che ha fortemente penalizzato il turismo internazionale in entrata. Il varo del Gcc Unified Tourist Visa, noto anche come Gcc Grand Tours Visa, dovrebbe consentire, con un’unica domanda, di pianificare un itinerario multinazionale, facilitando le programmazioni dei tour operator e le vendite nelle agenzie di viaggi di tour combinati. Di fatto, nascerebbe una macro-destinazione integrata, in grado di sviluppare prodotti turistici ad hoc come il fly&drive, le crociere e i pacchetti multi-country.

Le ricadute per il business travel

Un visto unico avrebbe ricadute dirette anche sul segmento corporate. Per le aziende con interessi diffusi nell’area, un’unica autorizzazione d’ingresso valida per tutti e sei i Paesi significherebbe itinerari di viaggio d’affari multi-tappa più snelli, con minori tempi di attesa e procedure burocratiche semplificate per i travel manager chiamati a organizzare trasferte tra Dubai, Riyadh, Doha o Manama nell’arco di una sola missione. Anche le travel management company e i fornitori di servizi corporate potrebbero trarne vantaggio, potendo proporre pacchetti MICE e programmi di viaggio regionali integrati, con una gestione più efficiente delle policy di trasferta e dei relativi costi per le aziende clienti. Il Golfo, già meta di fiere, eventi corporate e hub aeroportuali strategici per i collegamenti intercontinentali, rafforzerebbe così la propria attrattività anche per il traffico business, non solo per quello leisure.

Un iter avviato da tempo

Tecnicamente ci sono tutti i presupposti per un’introduzione rapida, dal momento che il progetto era stato approvato politicamente dai ministri dell’Interno del Gcc già a fine 2023. Successivamente era stata avviata anche una fase preparatoria per la piattaforma comune, in grado di integrare i sistemi di frontiera e definire le procedure di sicurezza con il relativo scambio dei dati. Nel luglio 2025 il segretario generale del Gcc aveva confermato ufficialmente che le amministrazioni dei passaporti dei sei Paesi stavano studiando le tempistiche per il lancio. Nel febbraio scorso è stata poi annunciata una sorta di sperimentazione, con il varo del “Single Entry Point for Air Travel” tra Emirati Arabi e Bahrein. L’accelerazione finale per l’introduzione del visto unificato, che potrebbe avvenire già a fine anno, è strettamente legata alla necessità di tutti i Paesi del Golfo di far ripartire quanto prima l’industria turistica.

Nel 2025, secondo l’Oman Observer, i Paesi del Golfo hanno registrato un volume complessivo di 75,5 milioni di turisti internazionali, con introiti di circa 132 miliardi di dollari, pari a circa 114 miliardi di euro. Il contributo globale del turismo al Pil regionale è stato stimato intorno ai 254 miliardi di dollari, circa 218 miliardi di euro.

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