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Italo accelera sulla sostenibilità: emissioni giù del 90% entro il 2050

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Italo ottiene la validazione SBTi dei target climatici: obiettivi al 2030 e al 2050 per ridurre del 90% le emissioni, incluso lo Scope 3.

Italo rafforza la propria strategia di sostenibilità con obiettivi climatici validati dalla Science Based Targets initiative (SBTi) e un traguardo di lungo periodo: ridurre del 90% le emissioni complessive entro il 2050, includendo anche quelle indirette della catena del valore.

La società ferroviaria ha presentato il proprio percorso di decarbonizzazione durante IT’S ALL ENERGY & EFFICIENCY, evento dedicato agli Energy Manager e ai professionisti impegnati nella transizione verso modelli energetici più efficienti. A illustrare la strategia è stata Alessandra Caponio, Head of Environment di Italo, che ha sottolineato il valore della validazione scientifica per rendere gli impegni climatici misurabili e verificabili.

Italo, obiettivi climatici al 2030 e al 2050

La validazione della SBTi rappresenta una tappa del percorso di sostenibilità già avviato dall’azienda. L’iniziativa valuta gli obiettivi di riduzione delle emissioni delle imprese rispetto alle evidenze scientifiche sul clima e agli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

“La validazione dei nostri target da parte della SBTi rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di sostenibilità di Italo. Abbiamo scelto di aderire all’iniziativa perché volevamo che i nostri impegni climatici fossero misurabili, chiari e soprattutto allineati alle più autorevoli evidenze scientifiche sul cambiamento climatico“, ha dichiarato Caponio.

La roadmap si articola su due orizzonti temporali, con obiettivi al 2030 e al 2050, pensati per orientare le scelte industriali, coinvolgere la filiera e monitorare i progressi nel tempo.

“Non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Abbiamo due target, uno a medio termine al 2030 e uno a lungo termine al 2050, che definiscono una roadmap chiara per guidare le nostre scelte industriali, coinvolgere la filiera e monitorare i progressi nel tempo. L’obiettivo è intervenire in maniera significativa sulle emissioni dirette e indirette e arrivare a ridurre del 90% l’impatto complessivo nel 2050, compreso lo Scope 3“, ha aggiunto la responsabile ambientale.

Dalla trazione ferroviaria a Itabus: il ruolo della filiera

Il piano di decarbonizzazione interessa le diverse attività del Gruppo, dal trasporto ferroviario ai servizi su gomma di Itabus. Per i treni, un contributo alla riduzione dell’impronta carbonica arriverà dall’evoluzione del mix elettrico nazionale, mentre per Itabus la strategia prevede di proseguire con l’incremento dell’utilizzo di combustibile HVO, prodotto da materie prime rinnovabili o di scarto.

Un altro elemento centrale sarà il coinvolgimento della catena di fornitura. Le emissioni indirette riconducibili allo Scope 3 comprendono infatti anche quelle associate alle attività dei fornitori, tra cui manutenzione, pulizia e altri servizi necessari al funzionamento del sistema di trasporto.

L’estensione degli interventi oltre le attività direttamente controllate dall’azienda è quindi una componente rilevante per raggiungere il target di lungo periodo.

Decarbonizzazione come leva di competitività

Per Italo, la sostenibilità ambientale non rappresenta soltanto un obiettivo di riduzione dell’impatto, ma anche un fattore strategico in un contesto in cui cresce l’attenzione di clienti, investitori e stakeholder verso la trasparenza delle imprese.

“Si tratta di una sfida importante, ma anche di un’opportunità. La sostenibilità è oggi un elemento strategico di competitività: clienti, investitori e stakeholder chiedono sempre più trasparenza e responsabilità. Disporre di obiettivi validati scientificamente significa offrire garanzie concrete sul nostro impegno e contribuire in modo credibile alla decarbonizzazione del settore dei trasporti“, ha concluso Caponio.

Il percorso di Italo si inserisce così nel più ampio processo di trasformazione della mobilità, nel quale la riduzione delle emissioni richiede interventi non soltanto sui mezzi e sui consumi energetici, ma anche sull’intera filiera che contribuisce all’erogazione dei servizi.

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