Michael O'Leary CEO Ryanair

Tariffe aeree 2027, Ryanair: “Il più grande aumento della storia”.

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Per chi organizza trasferte e gestisce i budget di viaggio, il 2027 potrebbe essere un anno complicato. Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, ha previsto per i prossimi dodici mesi un rialzo dei prezzi dei biglietti aerei in Europa, definendolo “il più grande aumento delle tariffe nella storia” del continente. L’annuncio è arrivato martedì 20 ottobre 2026 a Bruxelles, nel corso di una conferenza stampa.

O’Leary: «Aumenti del 10, 15, forse 20%»

Le parole del numero uno della compagnia irlandese sono state precise: “l’anno prossimo, in Europa, le tariffe cresceranno 2del 10, 15, magari 20%“. Alla base ci sarebbe soprattutto il costo del carburante, spinto verso l’alto dal conflitto in Medio Oriente e dalla guerra in Iran iniziata a fine febbraio, che ha fatto più che raddoppiare il prezzo del jet fuel. Secondo O’Leary, nemmeno l’aumento dei supplementi carburante basterà a compensare la maggiore spesa petrolifera, e i margini delle compagnie finiranno quindi sotto pressione. “Non credo che sarà sufficiente“, è la sua valutazione.

Il nodo delle coperture sul carburante

Il punto chiave, spiega l’ad di Ryanair, è quello delle coperture finanziarie sul carburante, le cosiddette operazioni di hedging. Per il 2026 Ryanair e gli altri vettori europei sono protetti: la low cost irlandese ha assicurato l’80% del proprio fabbisogno fino a marzo 2027 a circa 67 dollari al barile. Da aprile 2027, però, la situazione cambia. La maggior parte delle compagnie europee ha coperture minime, e Ryanair stessa ha bloccato appena il 15% del carburante dell’anno successivo a 85 dollari al barile, mentre i prezzi di mercato sono circa il doppio.

A far salire le tariffe contribuirà anche la minore disponibilità di posti. O’Leary prevede infatti che fallimenti e acquisizioni tra le compagnie riducano l’offerta, con effetti diretti sui prezzi. Nelle stesse ore Ryanair ha annunciato il taglio di 20 rotte e di oltre un milione di posti dal Belgio per la stagione invernale, dopo la decisione di Bruxelles di portare la tassa sull’aviazione da 2 a 7 euro da gennaio 2027.

Capacità in calo anche tra le compagnie di bandiera

Il quadro tracciato da O’Leary trova riscontro nei programmi invernali dei vettori tradizionali. Tra novembre 2026 e marzo 2027 British Airways ha ridotto l’offerta di 1,5 milioni di posti, Air France di 1,2 milioni e Lufthansa di 1,1 milioni, mentre Turkish Airlines ha superato il milione. Tagli significativi anche per Volotea (690mila posti), Air Dolomiti (661mila) e ITA Airways (circa 200mila). Il tutto in una stagione in cui l’offerta sui voli intraeuropei resta, per ora, in crescita dell’1% sull’inverno precedente, ma con diversi programmi ancora da completare.

Cosa significa per il business travel

Per i travel manager e per le aziende che viaggiano molto, l’indicazione è chiara: costruire i budget 2027 su tariffe medie più alte di quanto visto finora, soprattutto sulle rotte intraeuropee, dove le low cost hanno finora tenuto bassi i prezzi. Meno posti disponibili e carburante più caro rendono inoltre più importanti la pianificazione anticipata delle trasferte, la revisione delle travel policy e il confronto con le agenzie e le TMC su accordi e tariffe corporate. Quanto agli aumenti, va ricordato che quella di O’Leary è una previsione, formulata dal vertice di una compagnia che ha comunque interesse a presentare il quadro competitivo del settore: l’effettivo impatto sui biglietti dipenderà dall’andamento del petrolio e dalle scelte di capacità dei vettori nei prossimi mesi.

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