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Andrea Gilardi racconta il brand dell’ospitalità di charme

In questo articolo

Andrea Gilardi, CEO di Soges, racconta Place of Charme: 12 strutture, urban e white label, business travel e MICE, AI e OTA nella distribuzione.

Boutique hotel, atmosfere di tranquillità e relax, strutture di prestigio che incarnano l’esclusività cercata sempre più dal cliente: è il mondo di Place of Charme, il brand con cui Soges Group seleziona e porta sul mercato realtà ricettive di valore, distribuite sul territorio italiano. Oggi le strutture sotto questo marchio sono 12, e l’obiettivo dichiarato è crescere.

Ma la strategia di Soges Group non si ferma al segmento charme. L’azienda si sta consolidando anche nell’urban city life, con collaborazioni con brand in white label, e punta a essere presente nel business travel e nel MICE. La prima operazione in questa direzione è stata a Venezia Lido. Sul fronte della distribuzione, accanto al ruolo ancora centrale delle OTA, il gruppo sta indagando le piattaforme di intelligenza artificiale, che nei prossimi due o tre anni, secondo il suo CEO, cambieranno il modo di fare distribuzione.

Ne abbiamo parlato con Andrea Galardi, CEO di Soges Group, incontrato al TTG di Rimini.

L’intervista al CEO di Soges Group

Dottor Galardi, che cos’è Place of Charme?

“È il nostro brand: andiamo a cercare strutture ricettive di prestigio e di valore in cui si possa respirare un’aria di charme, e che rappresentino e si identifichino in quell’esclusività che il cliente cerca sempre di più oggi. Sono spesso boutique hotel, dove si respira un’atmosfera di assoluta tranquillità e di relax”.

Che importanza ha il business travel per Soges?

“Il business travel è sempre un settore molto importante. Non a caso, oltre ad avere il brand Place of Charme, ci stiamo consolidando anche in un segmento più urbano, di urban city life, con collaborazioni con brand in white label. La nostra prima operazione è stata a Venezia Lido, ma stiamo guardando anche altre operazioni, perché Soges è brava a fare l’operatore asset light e quindi a potersi attivare anche nel settore del business, del MICE e di tutto quello che ne consegue”.

Quali sono le leve della vostra strategia distributiva?

“Direi tutto. Senz’altro è importante la disintermediazione e senz’altro è importante il supporto delle OTA. Oggi stiamo indagando, perché è un tema prematuro ma si muove velocissimo, il mondo dell’intelligenza artificiale: non è più pensabile non essere presenti su quelle piattaforme che ormai tutti conosciamo, e da qui ai prossimi due o tre anni cambieranno anche il modo di fare distribuzione. Pian piano la domanda sarà sempre più “dove posso andare a Firenze?”, e devi essere presente in questi canali. Le OTA, comunque, restano un punto di riferimento importante, quindi la disintermediazione dipende da quanto sarai bravo a investire in tutti questi mercati”.

Quante strutture avete oggi e qual è l’obiettivo?

“Oggi abbiamo 12 strutture sotto il brand Place of Charme e il nostro obiettivo è crescere. Crediamo di aver creato un modello che funziona ed è apprezzato, e in questo momento in Italia c’è tantissimo spazio, perché il mondo degli operatori sta vivendo un momento di challenge importantissimo. Noi ci presentiamo e vogliamo crescere in questa fase”.

Come scegliete le strutture da inserire nel brand?

“Siamo molto selettivi: dobbiamo inquadrare e trovare le strutture che si allineano di più con il nostro brand, che vuole essere identitario del territorio e potersi sviluppare in tutta Italia. Quello che facciamo è mettere un fiocchetto rosso alle bellissime realtà che sono già presenti nel nostro territorio”.

Leggi Anche: Soges Group investe nell’Hotel Malaspina di Firenze

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