Firenze come Parigi (e come Madrid). Il capoluogo toscano segna un punto di svolta storico per la mobilità urbana in Italia: dal 1° aprile 2026, i monopattini elettrici a noleggio spariranno definitivamente dalle strade. A sancire l’operatività del divieto è il Tar della Toscana, che ha respinto il ricorso d’urgenza presentato da Bird, confermando la linea dura di Palazzo Vecchio.
Firenze non è solo la prima grande città italiana a procedere con un bando totale dello sharing ma potrebbe ‘fare scuola’. La motivazione della giunta è netta: “La sicurezza viene prima di tutto”. Nonostante le aziende di sharing abbiano promesso battaglia legale, il cronometro è ormai avviato. Tra poco più di un mese, i mezzi a due ruote dovranno essere ritirati.
Perché Firenze ha detto “basta”?
Le ragioni dietro questa scelta drastica sono radicate in anni di criticità irrisolte. Ecco i punti chiave che hanno portato alla rottura:
Il caos del casco obbligatorio: introdotto a fine 2024, l’obbligo del casco si è rivelato impossibile da gestire nel sistema free floating. I caschi forniti dalle aziende venivano puntualmente rubati o vandalizzati.
Sosta selvaggia: marciapiedi occupati, ingressi bloccati e degrado urbano hanno spinto l’amministrazione a considerare fallito l’esperimento iniziato nel 2020.
Sicurezza stradale: il Comune contesta l’uso sistematico in due persone, la guida contromano e l’invasione delle corsie preferenziali riservate a bus e taxi.
“La difficoltà di applicare le norme nazionali sulla micro-mobilità ha reso la situazione incompatibile con la sicurezza stradale,” spiegano dal Comune.

Il confronto con l’Europa
Firenze non è sola in questa crociata. La scelta si inserisce in un trend europeo sempre più marcato:
Parigi (2023): la prima capitale a vietarli dopo un referendum popolare.
Madrid (2024): stop totale dovuto alla mancata osservanza delle regole di sicurezza.
Firenze (2026): apre la strada al modello “zero sharing” nel Bel Paese.
Cosa cambia per i cittadini dal 1° aprile?
La rivoluzione della mobilità fiorentina non si ferma al divieto. Per colmare il vuoto lasciato dai monopattini, Palazzo Vecchio ha già annunciato un piano di potenziamento per:
- Bike sharing: aumento delle biciclette a noleggio (anche elettriche).
- Scooter sharing: potenziamento dei ciclomotori elettrici, ritenuti più facili da regolamentare.
Mentre Bird e le altre società di sharing promettono di proseguire la battaglia legale nel merito, Firenze si prepara a una primavera senza il ronzio dei monopattini, scommettendo tutto su una mobilità più tradizionale e controllata.
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