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Airbus vola alto con utili record, ma i motori Pratt & Whitney frenano la crescita degli A320

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Airbus ha archiviato il bilancio dell’anno fiscale 2025 con risultati finanziari in forte crescita, confermando la solidità della domanda globale di aeromobili, soprattutto nella famiglia dei narrow‑body. La società con sede a Tolosa ha registrato ricavi pari a 73,4 miliardi di euro, in aumento del +6% rispetto al 2024, e un utile netto di 5,221 miliardi di euro (+23% anno su anno), dati ufficiali riportati nella relazione annuale pubblicata il 19 febbraio 2026.

Il gruppo ha inoltre proposto un dividendo di 3,20 euro per azione, in crescita rispetto all’anno precedente, a testimonianza dell’andamento robusto dei risultati.

Sul fronte delle consegne di aeromobili commerciali, Airbus ha consegnato 793 velivoli nel 2025, rispetto ai 766 del 2024, con una leggera crescita anche nel backlog ordini, che ha raggiunto 8.754 aeromobili alla fine dell’anno fiscale, record assoluto per la società.

Obiettivo 2026: 870 consegne e accelerazione produttiva

Per il 2026 la casa costruttrice europea ha confermato la guida operativa con l’obiettivo di consegnare 870 aeromobili, con un incremento rispetto alle 793 unità consegnate nel 2025. Airbus prevede un EBIT rettificato di circa 7,5 miliardi di euro e un free cash flow prima del finanziamento clienti intorno ai 4,5 miliardi di euro.

Questo target riflette la volontà di accelerare la produzione, spinta da una domanda di mercato ancora elevata per i modelli commerciali, in particolare la famiglia A320, tradizionalmente più richiesta dalle compagnie aeree di corto–medio raggio.

L’ombra dei ritardi: il nodo dei motori Pratt & Whitney

Nonostante i numeri positivi, il rapporto annuale evidenzia criticità importanti nella produzione degli A320, legate principalmente ai ritardi nelle forniture di motori da parte di Pratt & Whitney, fornitore del noto turbofan GTF che equipaggia molti degli A320neo prodotti da Airbus.

Secondo la comunicazione ufficiale e le analisi di mercato, la mancata definizione di un accordo formale sulle quantità di motori da consegnare tra Airbus e Pratt & Whitney ha costretto il costruttore europeo a rivedere al ribasso le sue ambizioni produttive.

A causa di questa incertezza sugli approvvigionamenti di motori, il piano di produzione mensile per la famiglia A320 è stato ridotto, passando dall’obiettivo originario di circa 75 aeromobili al mese a una previsione più prudente di 70–75 unità mensili entro la fine del 2027, con una stabilizzazione a 75 unità oltre il 2027.

Conseguenze operative e confronto con Boeing

I problemi di componentistica si sono ripercossi anche sull’andamento delle consegne nel primo mese dell’anno: gennaio 2026 ha registrato il livello più basso di consegne da parte di Airbus in un mese dal 2020, un segnale visibile dell’impatto dei ritardi sulla catena di montaggio.

Questo rallentamento ha dato spazio alla rivale statunitense Boeing, che ha riportato consegne molto robuste nel periodo recente, segnando il più alto numero di aerei consegnati dal 2018, anche grazie al fatto che i suoi modelli non dipendono dai motori Pratt & Whitney.

Nonostante la congiuntura produttiva più complessa, la domanda di mercato rimane forte e il portafoglio ordini di Airbus continua a crescere.

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