La 9° edizione del Corporate Lodging Forum a Milano condotta da Luca de Angelis (leggi qui la nostra recente intervista al Senior Vice President di tutta la regione Emea – Francia e Germania escluse – senza però lasciare il suo ruolo di Ceo dell’HRS Crew & Passenger Solutions) insieme al Leading Customer Success & Business Transformation della multinazionale tedesca Catello Di Napoli, si apre con la presentazione del nuovo Chief Revenue Officer Gabriele Indrieri (foto sotto), per poi passare la parola a Dario Fabbri, analista politico e giornalista.

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Il peso della geopolitica sul Business Travel
Dario Fabbri (foto sotto) viene introdotto da De Angelis con un chiaro, “è un momento geopolitico instabile, che porta una forte pressioni sui costi e sui margini delle organizzazioni in questo momento complesso“.
In effetti è “un momento increspato” esordisce Fabbri, che prosegue, “con l’Europa che è il continente meno attrezzato per i cambiamenti, con una popolazione vecchia e benestante. la guerra all’Iran poi è poco comprensibile: e gli Stati Uniti la stanno vincendo tatticamente ma perdendo strategicamente. Spingendo sempre di più i paesi che non vogliono vivere all’occidentale, all’american style, sempre più nelle braccia della Cina. Che dovrebbe essere il vero grande competitor globale degli Usa. Razionalmente non ha senso. Israele usa gli Stati Uniti come un taxi… e gli statunitensi ci finiscono per fraintendimento antropologico: hanno pensato di fare come con il Venezuela, tagliando i vertici, ma non è stato così, la popolazione – che certamente non ama il regime autocratico ma, forse, non ha il mito americano – non si solleverà anche tagliando la testa al regime. In Iran la popolazione è al 55% persiani ma ci sono tante minoranze. E s queste protestano vengono viste come un pericolo all’unità del paese…insomma, gli Stati Uniti stanno vincendo tatticamente ma non strategicamente”.
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Il Business Travel e la visione di Tobias Ragge. Che attacca i Gds
Nell’intervento di Tobias Ragge (foto sotto), Ceo di HRS si parla di Cina. E del ritorno del saving:
“Queste situazioni hanno portato a un deglobalizzazione, che spinge sempre di più la Cina, che stenta nei consumi interni soprattutto nelle campagne, a un forte export sull’Europa. A cui noi non dovremmo rispondere con over regulations ma provare a competere con loro. Ma con costi del lavoro e dell’energia molto più alti…spingendo, soprattutto, l’industria sull’automazione. E i servizi sull’AI. Ormai it’s all about cost – sottolinea Ragge – mentre prima si parlava anche di sostenibilità e duty of care…”.
Ma oltre alla Geopolitica, Ragge attacca anche i Gds, incapaci di gestire diversi passaggi dei viaggi, tra cui anche i meeting. E anche peer questo sposa la Ai Revolution e la massima integrazione di tutti i passaggi grazie alle API:
“Il più grande cambio dagli anni ’50 è la Ai Revolution. E non la possono gestire – malgrado lo rivendichino – i Gds, nati negli anni ’70. Ma la Ai funziona se ci sono buoni dati – per la Generative AI – e processi robusti e una sana collaborazione con terze parti – per l’Agentic AI”.
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