Avevamo scherzato. Il caro-tariffe, soprattutto su alcune tratte, in particolare Nord-Sud e verso le isole, non è a causa di un cartello tra i vettori. Ma rimangono dubbi su una mancata trasparenza nella formazione delle tariffe. Lo ha detto l’Antitrust chiudendo ufficialmente l’indagine conoscitiva avviata nel novembre 2023 pubblicata lo scorso 16 dicembre.
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Caro-tariffe: per l’Antitrust non c’è nessun cartello
Malgrado le diverse denunce fatte dalle associazioni dei consumatori e da diverse istituzioni locali, dagli accertamenti condotti sui mercati delle rotte domestiche insulari l’Antitrust non ha trovato prove di fenomeni collusivi. In particolare, ha stabilito che né il funzionamento degli algoritmi di prezzo, né le dinamiche concrete dei costi dei biglietti sono riconducibili a un parallelismo di comportamento tra i diversi vettori. L’Autorità sottolinea però anche che manca la trasparenza: i viaggiatori hanno grandi difficoltà a comparare adeguatamente le tariffe, anche se precisa come la “complessità del servizio di trasporto aereo attuale renda difficile comprendere i meccanismi di formazione del prezzo”.
Insomma a siciliani a ai sardi, soprattutto, durante le feste toccherà ancora passare per Budapest o chissà dove per tornare a casa…
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