Borgo Tre Vaselle quando l'ospitalità diventa un racconto (3)

Borgo Tre Vaselle: quando l’ospitalità diventa un racconto

In questo articolo

Andrea Girolami, President & CEO di AG Group, racconta Borgo Tre Vaselle: Congress Center, incentive su misura e il vantaggio logistico di Torgiano per il business travel.

In Umbria c’è una stagione che ha un modo tutto suo di raccontare il territorio. I colori dei boschi cambiano, i borghi si fanno più raccolti e la campagna torna a essere protagonista, tra sapori, paesaggi e tradizioni che in questa stagione trovano la loro espressione più autentica. L’autunno, tempo di vendemmia, di olio nuovo e di tartufo.

Ed è proprio in questo momento dell’anno che Borgo Tre Vaselle, relais cinque stelle ricavato dal recupero di un antico complesso fortificato nel cuore del borgo medievale tra Perugia e Assisi, rivela il suo lato più autentico. Cinquantadue camere e suite tra pietra, cotto e legno, tre ristoranti, una spa con piscina coperta e una posizione che permette di raggiungere in pochi minuti cantine, frantoi e botteghe artigiane: qui, sotto il cappello di AG Group e dal 1978 custode della visione della famiglia Lungarotti, l’ospitalità corporate incontra il territorio senza soluzione di continuità. Membro della collezione Mr & Mrs Smith e partner di Serandipians, il Borgo ci ha raccontato come nasce, oggi, un evento che non si dimentica, attraverso le parole di Andrea Girolami, President & CEO di AG Group.

Un racconto cucito su misura

Dalla dimora nobiliare al wine resort: come è cambiata la visione di Borgo Tre Vaselle?

Borgo Tre Vaselle nasce da una visione che, nel tempo, non ha perso la propria identità, ma ha saputo evolversi. Quando la famiglia Lungarotti lo ha trasformato, nel 1978, in uno dei primi wine resort italiani, l’idea era già molto contemporanea: non semplicemente creare un luogo dove soggiornare, ma raccontare l’Umbria attraverso il vino, il territorio, la cultura e l’ospitalità.

Oggi, sotto il cappello di AG Group, quella stessa filosofia è ancora il cuore del Borgo. Abbiamo naturalmente ampliato e rinnovato i servizi, sviluppato l’offerta dedicata agli eventi e al mondo corporate, ma continuiamo a partire dalla stessa materia prima: la storia e l’autenticità del luogo.

Essere all’interno di un antico palazzo nobiliare significa offrire agli ospiti un’esperienza che non può essere replicata in una struttura costruita ex novo. Gli spazi, le architetture, i materiali, il rapporto con il borgo e con il paesaggio raccontano una storia. Il nostro compito è preservarla e, allo stesso tempo, renderla contemporanea e funzionale alle esigenze dell’ospitalità di oggi.

Quali sono i punti di forza del Congress Center e che atmosfera riuscite a creare?

Il primo elemento distintivo è proprio la possibilità di unire la dimensione professionale a quella esperienziale. Il nostro Congress Center permette di gestire esigenze molto diverse, dalla riunione executive alla conferenza più strutturata, con sette sale e una capacità che arriva a circa 200 persone.

Ma credo che il vero valore aggiunto sia ciò che accade anche dopo il meeting. A Borgo Tre Vaselle il lavoro non è separato dall’esperienza del territorio: una pausa può diventare un momento di convivialità, una cena può trasformarsi in un’esperienza gastronomica, un calice di vino può diventare l’occasione per scoprire la storia della famiglia Lungarotti e dell’Umbria.

Quanto conta il cibo e il vino umbro in un evento corporate?

Conta moltissimo. Il cibo e il vino non sono semplicemente una componente dell’ospitalità: sono uno straordinario strumento di relazione.

A Borgo Tre Vaselle possiamo proporre esperienze gastronomiche differenti, da Le Melograne, con una cucina contemporanea profondamente legata al territorio, alla Limonaia con un menù all day, all’Antica Fornace, dove l’atmosfera è più informale e conviviale. A questo si aggiungono le degustazioni in cantina e le cooking class.

In un evento aziendale questi momenti hanno un valore particolare perché permettono alle persone di incontrarsi al di fuori dei ruoli e delle gerarchie. Sedersi insieme a tavola, cucinare, scoprire un vino o ascoltare la storia di un produttore crea naturalmente dialogo e complicità.

Il vino umbro, in questo senso, porta con sé il territorio, la cultura agricola e la storia di una famiglia come Lungarotti, come un racconto. E quando un’esperienza riesce a coinvolgere tutti i sensi, rimane molto più facilmente nella memoria.

Il lavoro finisce, l’esperienza continua

Come costruite un incentive autentico e lontano dai cliché?

Partiamo sempre dalle persone. Prima ancora di proporre un’attività, cerchiamo di capire chi è il gruppo, da quali nazionalità è composto, quali sono le sue aspettative, quanto tempo ha a disposizione e quale tipo di relazione si vuole creare attraverso l’incentive.

Possiamo partire da esperienze legate alla natura e alla gastronomia, come la ricerca del tartufo, e arrivare alla visita privata di realtà produttive d’eccellenza, come una manifattura di cashmere o di ceramiche. Possiamo scendere nella Perugia sotterranea, oppure entrare nel mondo del vino attraverso una visita e una degustazione in cantina Lungarotti.

La differenza la fa soprattutto la personalizzazione. Non proponiamo un catalogo di attività da scegliere indistintamente: costruiamo un racconto. L’obiettivo è creare un programma che abbia un filo conduttore e che permetta al gruppo di scoprire l’Umbria attraverso incontri, luoghi e storie che normalmente non fanno parte dell’esperienza del turista.

Quanto pesa il vantaggio logistico nella scelta della location?

È sicuramente un elemento importante, soprattutto per chi organizza eventi aziendali e deve conciliare qualità dell’esperienza, tempi e facilità degli spostamenti.

Torgiano ha una posizione particolarmente favorevole: siamo a circa 15 chilometri da Perugia, a 12 chilometri dall’aeroporto internazionale, San Francesco D’Assisi, e facilmente raggiungibili dai principali centri dell’Italia centrale. Questo significa poter portare un gruppo in Umbria senza affrontare trasferimenti lunghi e complessi.

La nostra ambizione è questa: offrire una location facilmente raggiungibile, ma capace, una volta arrivati, di far percepire agli ospiti di essere davvero altrove. In un luogo con una forte identità, dove meeting, ospitalità, cultura del vino, gastronomia e territorio diventano parte di un’unica esperienza.

Un modello di ospitalità corporate, dunque, che rifiuta le scorciatoie: nessun catalogo standard, nessuna esperienza replicabile altrove. Tra cantine in piena vendemmia, frantoi che iniziano a rilasciare le prime gocce d’olio nuovo e sentieri percorsi al fianco dei cavatori di tartufo, la vicinanza a Perugia e all’aeroporto di Assisi diventa il punto di partenza di un viaggio che promette, a ogni tappa, di far sentire gli ospiti “davvero altrove” — pur restando a un passo da tutto. Un equilibrio non scontato, che spiega perché, quasi cinquant’anni dopo la sua nascita, Borgo Tre Vaselle continui a essere un punto di riferimento per chi cerca eventi — e stagioni — con un’anima.

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