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BT4Europe: la sostenibilità nel business travel passa da trasparenza e comparabilità dei dati CO₂

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Il nuovo Position Paper 2025 lancia un appello: per trasformare davvero i viaggi d’affari servono standard globali, dati confrontabili e obblighi di rendicontazione condivisi

BT4Europe, la rete europea delle associazioni nazionali di business travel, ha pubblicato a luglio 2025 il nuovo Sustainability Position Paper. Il documento sottolinea come la sostenibilità non sia più un’opzione ma una condizione imprescindibile per le imprese. Nel corporate travel, ciò significa ridurre concretamente le emissioni e rendere i dati sulla CO₂ trasparenti, comparabili e integrati nei processi aziendali di rendicontazione.

Solo se il valore delle emissioni sarà visibile quanto il prezzo potremo parlare di vera trasformazione“, si legge nel paper.

CO₂ al pari del costo: un cambio di paradigma

Tradizionalmente, le decisioni sui viaggi d’affari sono state guidate da criteri economici ed efficienza. BT4Europe propone invece che il valore delle emissioni venga esposto in ogni prenotazione con la stessa evidenza del prezzo. Questo approccio consentirebbe di bilanciare criteri economici e ambientali in ogni scelta, di uniformare la cultura aziendale alla sostenibilità, di prendere decisioni basate su dati comparabili.

Standard globali per misurare e confrontare

Uno degli ostacoli principali è la frammentazione dei metodi di calcolo: etichette, certificazioni e metriche diverse creano distorsioni e rendono difficile una competizione leale tra regioni con regole più severe.
Il paper chiede l’adozione di standard scientifici globalmente riconosciuti, in linea con le nuove direttive europee (come la CSRD) e gli standard IFRS dell’International Sustainability Standards Board. Solo in questo modo sarà possibile fare benchmarking, condividere best practice e ridurre la burocrazia.

Integrazione nei report aziendali e finanziari

La sostenibilità nel business travel non deve restare confinata ai dipartimenti travel, ma entrare direttamente nei bilanci di sostenibilità delle imprese. L’integrazione dei dati CO₂ negli standard di reporting globali serve non solo a garantire trasparenza verso investitori, banche e assicurazioni, ma anche a ridurre rischi e orientare strategie di lungo periodo.

Un esempio citato è quello dell’Energy and Environment Alliance (EEA), che sta sviluppando standard globali per il settore hospitality, in consultazione con l’IFRS, per uniformare i criteri ESG applicabili agli hotel e alle catene alberghiere.

La call to action di BT4Europe

Il documento si chiude con tre raccomandazioni chiave:

  1. Visualizzazione obbligatoria della CO₂ in ogni prenotazione e fattura, al pari del prezzo.
  2. Armonizzazione degli standard tramite collaborazione tra istituzioni europee, organismi globali e industria.
  3. Obbligo di rendicontazione della CO₂ nei report di sostenibilità aziendale, in linea con la CSRD.

Solo con queste misure, conclude BT4Europe, sarà possibile garantire un business travel competitivo, trasparente e realmente sostenibile.

Leggi Anche: Marco Mannocchi, Neste: “Il ruolo fondamentale del SAF nel trasporto aereo per la sostenibilità”

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