Aeroporto Brindisi

Caos carburante nei cieli italiani: Brindisi a secco, limitazioni a Reggio Calabria e Pescara

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Non solo la Puglia: scatta il contingentamento a Reggio Calabria e guasti a Pescara. Voli a rischio e compagnie in allerta: ecco cosa sta succedendo

Il lunedì di Pasquetta si trasforma in un incubo logistico per il sistema aeroportuale italiano. Dopo i disagi che hanno colpito il Nord Italia lo scorso weekend, l’emergenza jet fuel si sposta al Centro-Sud, toccando gli scali di Brindisi, Reggio Calabria e Pescara.

Tra guasti tecnici e scorte contingentate, le compagnie aeree sono ora costrette a strategie di emergenza per evitare la cancellazione dei voli.

Brindisi: stop ai rifornimenti fino a martedì

La situazione più critica riguarda l’aeroporto del Salento. Un NOTAM (bollettino aeronautico) ufficiale ha comunicato che lo scalo di Brindisi resterà senza carburante fino alle ore 12:00 di martedì 7 aprile.

Il messaggio ai vettori è chiaro: le compagnie devono praticare il cosiddetto tankering, ovvero imbarcare negli aeroporti di partenza il cherosene necessario anche per la tratta successiva. Le scarse riserve rimaste sono blindate e garantite esclusivamente per:

  • Voli di Stato
  • Missioni SAR (Ricerca e Soccorso)
  • Voli Ospedalieri

Secondo Antonio Maria Vasile, presidente di Aeroporti di Puglia, non si tratta di una mancanza strutturale ma di un “effetto rimbalzo”. Gli aerei provenienti da Milano, Bologna e Venezia -scali già in crisi nei giorni scorsi per i problemi del fornitore Air BP Italia- avrebbero fatto rifornimento massiccio a Brindisi, prosciugando le scorte locali più velocemente del previsto.

Reggio Calabria e Pescara: operatività ridotta

L’allerta non risparmia altri due scali strategici, seppur per ragioni differenti:

Reggio Calabria: è scattato il contingentamento. Fino alle ore 11:00 del 7 aprile, ogni aereo potrà caricare al massimo 3.000 litri di carburante Jet A1. Una misura precauzionale per evitare il blackout totale delle riserve.

Pescara: qui il problema è meccanico. Un guasto ha messo fuori uso una delle due autobotti. Risultato? È disponibile un solo mezzo da 20.000 litri, situazione che sta causando pesanti rallentamenti nelle operazioni di terra, anche se la società di gestione SAGA assicura che non c’è carenza di prodotto nel deposito.

Cosa rischiano i passeggeri?

Sebbene i gestori aeroportuali stiano cercando di gettare acqua sul fuoco parlando di “situazione sotto controllo”, il rischio per i viaggiatori è concreto. Il dover viaggiare con carichi di carburante maggiori appesantisce i velivoli, potendo causare:

  1. Ritardi nelle operazioni di carico e bilanciamento.
  2. Limitazioni sui bagagli o sul numero di passeggeri a bordo per motivi di peso.
  3. Aumento indiretto dei costi dei biglietti a causa della “tempesta perfetta” sui prezzi del cherosene.

La situazione dovrebbe tornare alla normalità tra la tarda mattinata e il pomeriggio di mercoledì 8 aprile, salvo nuovi intoppi nella catena di distribuzione nazionale.

Nota per i viaggiatori: Si consiglia di monitorare lo stato del proprio volo sui siti ufficiali delle compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto.

Leggi Anche: Attacco all’Iran (ma non solo): manca il Jet Fuel

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