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Caro carburante: l’appello di Aeroitalia al Governo per un tavolo tecnico al MIT

In questo articolo

Il settore dell’aviazione italiana lancia un grido d’allarme: l’impennata dei costi del carburante per l’aviazione (Jet A1) sta mettendo a rischio la sostenibilità dei voli nazionali. Gaetano Intrieri, Amministratore Delegato di Aeroitalia, ha richiesto ufficialmente l’attivazione di un tavolo tecnico presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) per affrontare un’emergenza che minaccia direttamente la continuità territoriale e le vacanze degli italiani.

Emergenza carburante: il rischio per Sardegna, Sicilia e Calabria

L’aumento straordinario del costo del carburante non è solo una voce di bilancio per le compagnie, ma un fattore che incide pesantemente sulla mobilità dei cittadini. Secondo Intrieri, le regioni più esposte a questo shock economico sono quelle che dipendono dai collegamenti aerei per la loro sopravvivenza economica e sociale:

Sardegna e Sicilia: dove i voli rappresentano l’unico vero ponte con il resto del Paese.

Calabria e Friuli: regioni impegnate nel potenziamento della connettività aerea.

L’instabilità dei mercati energetici internazionali, alimentata dalle tensioni geopolitiche, sta creando una volatilità che rende difficile la pianificazione operativa, proprio mentre la stagione estiva 2026 è ormai alle porte.

In una nota ufficiale, l’AD di Aeroitalia ha voluto innanzitutto ringraziare le istituzioni per l’ascolto prestato:

“Desidero ringraziare il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per l’attenzione e la sensibilità dimostrate rispetto all’allarme legato all’aumento straordinario del costo del carburante. Questo tema incide in modo diretto sulla sostenibilità del trasporto aereo.”

Tuttavia, il ringraziamento si accompagna a una richiesta pragmatica: la convocazione di tutti gli stakeholder del settore.

Le richieste di Aeroitalia al Governo

Intrieri propone un tavolo tecnico di confronto che coinvolga:

  1. Autorità nazionali e Ministero (MIT).
  2. Rappresentanti delle Regioni maggiormente impattate (Sardegna, Sicilia, Calabria, Friuli).
  3. Compagnie aeree e gestori aeroportuali.
  4. Operatori del settore energia.

Cosa cambia per i passeggeri e la continuità territoriale?

Se non si interviene tempestivamente sulla componente “fuel”, il rischio è duplice: un aumento dei prezzi dei biglietti per l’utente finale o, nel peggiore dei casi, una riduzione delle frequenze sulle rotte meno redditizie ma fondamentali per la coesione territoriale.

“Solo attraverso un dialogo concreto e trasparente,” ha ribadito Intrieri, “sarà possibile individuare soluzioni condivise per affrontare un’emergenza che riguarda la coesione territoriale e la competitività del nostro Paese.”

Aeroitalia si posiziona come interlocutore attivo, dichiarandosi pronta a fare la propria parte in uno spirito di collaborazione. L’obiettivo è salvaguardare il sistema di trasporto aereo italiano, garantendo che il diritto alla mobilità non venga sacrificato a causa delle speculazioni o dei rincari energetici.

L’attenzione ora si sposta al MIT, in attesa di una convocazione che potrebbe definire le tariffe e la disponibilità dei voli per i prossimi mesi estivi.

Leggi Anche: Allarme voli in Europa: riserve di carburante agli sgoccioli, estate a rischio stop

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