CTM licenzia CEO

CTM, terremoto ai vertici: licenziato il CEO europeo

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Il colosso australiano caccia Michael Healy per violazione degli obblighi contrattuali. Mentre il governo britannico rivede i contratti per un "buco" di 77 milioni, l'azienda rassicura: "Operazioni a pieno regime"

Il colosso dei viaggi d’affari Corporate Travel Management (CTM) ha ufficialmente tagliato i ponti con il suo amministratore delegato per l’Europa e il Regno Unito, Michael Healy. Una decisione drastica, arrivata con effetto immediato, che segna il culmine di una crisi reputazionale e finanziaria iniziata con l’ammissione di gravi errori di fatturazione ai danni dei clienti, incluso il governo britannico.

Il licenziamento di Healy segue una sospensione cautelativa scattata il mese scorso. Nella nota ufficiale rilasciata dalla società australiana, si legge che il rapporto di lavoro è stato risolto per “violazione degli obblighi contrattuali”. Il comando delle operazioni europee passa ora temporaneamente a Eleanor Noonan, attuale Direttore Operativo Globale del gruppo.

Michael Healy, ex CEO CTM

Business as usual? La scommessa sulla continuità

Nonostante il caos ai piani alti e le indagini in corso, CTM sta tentando di rassicurare i mercati e la clientela. L’azienda ha ribadito con forza che le operazioni proseguono “a piena capacità” e che non si registrano interruzioni nei servizi.

“Tutti i team e i sistemi a contatto con i clienti rimangono pienamente operativi”, dichiara l’azienda, cercando di blindare la fiducia dei partner commerciali in un momento di estrema fragilità.

Il “buco” da 77 milioni e i rimborsi al Governo

Il cuore della crisi risiede in una serie di “errori contabili” che pesano come macigni: 77,6 milioni di sterline di tariffe eccessive applicate a un numero limitato di clienti nel Regno Unito. Il governo britannico, colpito direttamente dal caso, ha già avviato una revisione approfondita del contratto con l’agenzia.

Sul fronte finanziario, la situazione resta tesa. CTM ha posticipato la pubblicazione dei bilanci per l’anno fiscale 2025 a febbraio 2026, mentre i revisori di KPMG sono al lavoro per ricalcolare i conti degli anni precedenti e gestire le rettifiche necessarie.

Il “Termometro” IATA: garanzie per restare in volo

Un dettaglio tecnico ma cruciale è l’annuncio di un “accordo di sicurezza finanziaria” siglato con la IATA (International Air Transport Association). Sebbene i dettagli restino riservati, gli esperti del settore leggono tra le righe una mossa difensiva per evitare il blocco operativo.

Tony O’Connor, Managing Director della società di consulenza Butler Caroye, definisce questo accordo come un vero e proprio “termometro” dello stato di salute dell’azienda:

“IATA ha probabilmente richiesto a CTM garanzie in contanti o lettere di credito. D’ora in poi, le mosse della IATA saranno il segnale definitivo: se le condizioni si allenteranno, CTM sarà fuori pericolo; se si inaspriranno, l’accesso ai sistemi di vendita dei biglietti potrebbe essere a rischio”.

Cosa succede ora?

Il futuro di CTM dipenderà dalla capacità di Eleanor Noonan di stabilizzare il mercato europeo e, soprattutto, dall’esito dei rimborsi promessi. Mentre l’azienda cerca di proiettare un’immagine di solidità operativa, gli investitori rimangono con il fiato sospeso fino a febbraio, quando i nuovi bilanci riveleranno la reale entità del danno.

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