MICE a Dubai

Dubai, capitale del MICE: crescita record nel 2025

In questo articolo

Dubai 2025: perché il mondo del business ha scelto l'Emirato come suo ufficio globale

Dimenticate l’idea di Dubai solo come meta di vacanze extra-lusso. Nel 2025, la città ha smesso di essere una semplice “destinazione” per diventare il vero motore del settore MICE (Meetings, Incentives, Conferences, Exhibitions). Se vi state chiedendo quanto sia profondo questo dominio, basta guardare i numeri: l’anno si è chiuso con oltre 2 milioni di delegati business, segnando un incremento del 15% rispetto all’anno precedente.

Non si tratta di fortuna, ma di una strategia millimetrica. Il Dubai Business Events (il bureau ufficiale) ha confermato di aver vinto centinaia di nuove candidature per i prossimi anni, superando del 30% i volumi pre-pandemia. Dubai oggi non è solo un ponte tra Europa, Asia e Africa: è il luogo dove il futuro del business viene fisicamente scritto.

Infrastrutture: dove la scala “impossibile” diventa realtà

Perché un organizzatore di eventi sceglie Dubai? Perché qui il concetto di “limite” non esiste.

Partiamo da quello che viene chiamato “il cuore pulsante”: il Dubai World Trade Centre (DWTC) non è solo un polo fieristico, ma una macchina da guerra logistica che gestisce flussi di decine di migliaia di persone contemporaneamente senza colli di bottiglia.

Ovviamente questo livello di viaggi corporate non potrebbe esistere senza un’adeguata capacità ricettiva. Con un inventario che ha sfidato le leggi della gravità arrivando a oltre 150.000 camere, la città offre una flessibilità unica. Che si tratti di un boutique hotel nel quartiere del design o di un colosso da 1.000 stanze su Sheikh Zayed Road, l’accoglienza è scalabile.

E last but non least non si può prescindere dalla connettività totale: l’aeroporto DXB collega la città a 240 destinazioni tramite oltre 100 compagnie aeree. In meno di 8 ore di volo, Dubai è raggiungibile da due terzi della popolazione mondiale.

Oltre il petrolio: una visione fatta di IA e Sostenibilità

La crescita che stiamo vedendo non è casuale. Il governo ha inserito il turismo congressuale tra i pilastri del Dubai Economic Agenda (D33), l’ambizioso piano per raddoppiare l’economia dell’emirato entro il prossimo decennio.

Oggi, camminando tra i padiglioni di un congresso a Dubai, non si parla di greggio, ma di Fintech e AI: Dubai è diventata il sandbox globale per i test sull’intelligenza artificiale. A seguire l’Healthcare: oltre il 40% dei nuovi congressi vinti riguarda il settore medico-scientifico. Imprescindibile la sostenibilità: dopo l’eredità di COP28, gli eventi “Net Zero” sono diventati lo standard, non l’eccezione.

L’impatto economico: qualità oltre la quantità

Il delegato MICE è il “turista d’oro”. I dati del 2025 mostrano che un viaggiatore business a Dubai spende mediamente il triplo rispetto a un turista leisure. Questo si traduce in un impatto massiccio sull’indotto locale: dai trasporti alla ristorazione stellata, fino ai servizi tecnologici avanzati.

Ma c’è di più. Il 70% dei delegati che visitano la città per lavoro dichiara di voler tornare con la famiglia per una vacanza entro i successivi 12 mesi, creando un circolo virtuoso che alimenta l’intero comparto turistico.

Dubai non ha intenzione di fermarsi. Il futuro parla di eventi ibridi iper-connessi e di una digitalizzazione che permette di gestire visti e registrazioni in pochi clic. Insomma, siamo solo all’inizio.

Leggi Anche: ENIT protagonista all’Arabian Travel Market di Dubai 2025

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