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EES, l’UE concede flessibilità ai Paesi Schengen: più tempo per evitare code estive

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Il sistema europeo di ingressi/uscite entrerà a regime entro aprile, ma gli Stati membri potranno sospenderne parzialmente l’uso fino a settembre per gestire i picchi di traffico estivo

L’Unione europea concede maggiore flessibilità ai Paesi dell’area Schengen sull’attuazione del sistema EES (Entry/Exit System), il nuovo sistema biometrico di controllo alle frontiere esterne dell’UE. Pur restando confermata la conclusione della fase di implementazione progressiva entro il 9 aprile 2026, gli Stati membri avranno la possibilità di rinviare parzialmente l’operatività del sistema fino all’inizio di settembre, in piena stagione estiva.

L’obiettivo è chiaro: ridurre il rischio di lunghe code e disagi negli aeroporti e ai valichi di frontiera, in un periodo caratterizzato da forti volumi di traffico turistico e business.

Cosa prevede la “flessibilità” concessa dall’UE

A chiarire i dettagli è stato Markus Lammert, portavoce per gli affari interni della Commissione europea, che ha ribadito come non siano previste nuove proroghe ufficiali oltre quelle già contemplate dalla normativa.

L’implementazione progressiva dell’EES terminerà il 9 aprile 2026“, ha spiegato Lammert, aggiungendo però che il regolamento consente agli Stati membri di sospendere parzialmente le operazioni del sistema per ulteriori 90 giorni, con una possibile estensione di altri 60 giorni per coprire il picco estivo.

Una flessibilità già prevista dal legislatore europeo, pensata per offrire agli Stati “gli strumenti necessari per gestire potenziali code prolungate” nei mesi più critici dell’anno.

Cos’è l’EES e cosa cambia per i viaggiatori

L’EES è il nuovo sistema digitale che sostituisce il timbro sul passaporto per i viaggiatori provenienti da Paesi terzi, tra cui Regno Unito e Stati Uniti. Il sistema registra in modo automatico dati biometrici, come immagini facciali e impronte digitali, al momento dell’ingresso e dell’uscita dall’area Schengen.

L’introduzione è partita in modo graduale nell’ottobre 2025, ma sin dall’inizio non sono mancati i timori legati all’impatto operativo, soprattutto nei grandi hub aeroportuali europei.

Le criticità operative: aeroporti sotto pressione

Nonostante la Commissione europea abbia cercato di ridimensionare i problemi segnalati, ACI Europe, l’associazione degli aeroporti europei, ha parlato già a dicembre di “crescenti criticità operative” legate all’EES.

Un caso emblematico è quello dell’aeroporto di Lisbona, che ha sospeso l’utilizzo del sistema per diverse settimane a dicembre 2025 proprio a causa delle lunghe code, riprendendo i test solo a metà gennaio.

Episodi che hanno rafforzato la necessità di una gestione più elastica dell’avvio definitivo del sistema.

EES ed ETIAS: due sistemi distinti ma complementari

L’EES rappresenta il primo tassello di un progetto più ampio di digitalizzazione delle frontiere europee. Il passo successivo sarà l’ETIAS (European Travel Information and Authorisation System), che dovrebbe entrare in funzione nell’ultimo trimestre del 2026.

L’ETIAS, simile all’ETA del Regno Unito e all’ESTA degli Stati Uniti, richiederà ai cittadini extra-UE esenti da visto di ottenere un’autorizzazione online prima della partenza. Sebbene spesso citati insieme, EES ed ETIAS sono due sistemi distinti, con funzioni diverse ma complementari.

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