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Frodi nei rimborsi: l’AI contro i furbetti delle note spese

In questo articolo

Con il business travel sempre più caro, le aziende stanno sguinzagliando algoritmi intelligenti per scovare ogni singola anomalia nelle ricevute.

Il caffè sempre doppio, un “light lunch” stellare e quel taxi che sulla carta ha probabilmente attraversato l’oceano. Se un tempo la nota spese era il terreno di gioco preferito per i piccoli (e grandi) creativi del risparmio aziendale, oggi l’aria è decisamente cambiata.

Con l’impennata dei costi dei viaggi — che secondo le ultime analisi del Global Business Travel Forecast hanno visto tariffe aeree e hotel salire a doppia cifra, le aziende hanno smesso di chiudere un occhio. La parola d’ordine? Audit automatizzato.

Il costo del “ritocchino”: un buco nero nei bilanci

Non stiamo parlando di spiccioli. Secondo l’Association of Certified Fraud Examiners (ACFE), le frodi interne costano alle aziende circa il 5% dei ricavi annuali. Di queste, una fetta consistente riguarda proprio i rimborsi spese gonfiati.

In un’epoca di inflazione galoppante, il business travel è diventato una delle voci di spesa più pesanti e meno controllate. Ma dove finisce l’errore umano e dove inizia il dolo? È qui che entra in gioco l’Intelligenza Artificiale.

L’occhio che non dorme mai: come l’AI scova l’anomalia

Dimenticate il contabile sommerso da pile di scontrini stropicciati. I nuovi sistemi di gestione come SAP Concur o Expensify integrano algoritmi di machine learning capaci di fare quello che un umano non potrebbe mai fare in tempo reale:

  • Analisi OCR avanzata: leggono ogni singola riga di una ricevuta, confrontandola con le policy aziendali.
  • Cross-check dei dati: se un dipendente carica la ricevuta di un pranzo a Parigi, ma l’hotel risulta prenotato a Lione, il sistema alza immediatamente la “bandierina rossa”.
  • Rilevamento dei duplicati: addio al vecchio trucco dello scontrino presentato due volte in mesi diversi.
  • Analisi comportamentale: l’AI impara le abitudini e segnala se un utente inizia improvvisamente a spendere il 30% in più rispetto ai colleghi con lo stesso profilo.

Secondo un report di Oversight Systems, l’automazione può ridurre le spese non conformi fino al 70%, semplicemente agendo come deterrente psicologico.

Non solo controllo, ma fluidità

C’è però un risvolto della medaglia che piacerà anche ai viaggiatori onesti. L’adozione dell’AI non serve solo a dare la caccia ai “furbetti”, ma a velocizzare i rimborsi. Se la macchina valida la spesa istantaneamente, il dipendente riceve i soldi sul conto in tempi record, eliminando le frizioni burocratiche che da sempre affliggono chi viaggia per lavoro.

“Il vero valore dell’intelligenza artificiale non sta nel ‘beccare’ qualcuno che commette un errore, ma nel creare un processo in cui l’errore non può proprio avvenire. Stiamo passando da un sistema di sorveglianza a un sistema di prevenzione in tempo reale” ha sottolineato Steve Reynolds, CEO di Member 1.

Il futuro: verso l’audit predittivo

Le prospettive per il 2026 parlano chiaro. Non ci si fermerà alla verifica postuma. Le aziende stanno iniziando a implementare sistemi di spesa guidata. Se provi a prenotare un volo fuori budget o una suite non autorizzata, il sistema ti avvisa prima che tu prema il tasto acquista.

In un mondo dove viaggiare costa sempre di più, la tecnologia è diventata l’arbitro imparziale di una partita che non ammette più scorciatoie. I furbetti dello scontrino sono avvisati: l’algoritmo ha la memoria lunga e non si lascia incantare da una ricevuta sfocata.

Leggi Anche: Il volo perfetto lo trova Google: arriva Flight Deals, l’AI che cambia tutto

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