La tregua è finita. Quella che sembrava una parziale ripresa si è trasformata in un mercoledì nero per il trasporto aereo europeo. A causa del perdurare di forti venti e nevicate persistenti, KLM ha confermato la cancellazione di oltre 600 voli previsti per oggi, mercoledì 7 gennaio. L’aeroporto di Schiphol, uno degli snodi più importanti del mondo, è attualmente un deserto di metallo e ghiaccio.
Cronaca di un Blocco Totale
La decisione di KLM, presa per evitare che migliaia di passeggeri rimanessero bloccati fisicamente nei terminal, ha di fatto reciso i ponti con l’Europa meridionale.
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L’eccezione KL1609: In un tabellone segnato da centinaia di righe rosse, il volo KL1609 per Roma Fiumicino resta l’unico “sopravvissuto” che la compagnia sta tentando di operare, seppur con un monitoraggio costante minuto per minuto.
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Focus Intercontinentale: Gli sforzi operativi sono tutti concentrati nel garantire i collegamenti a lungo raggio verso America e Asia, ma la rete europea è quasi interamente sacrificata.
Tabella: Stato dell’Operatività in Tempo Reale (aggiornata a mercoledì 7 gennaio h 10.25)
| Settore / Tratta | Stato Attuale | Impatto e Note |
| Voli KLM verso l’Italia | CANCELLATI | Nessun collegamento garantito (eccetto KL1609) |
| Rete Europea (Hub CDG) | LIMITATA | Solo pochi voli operativi su Parigi; ritardi medi >120 min |
| Voli Intercontinentali | OPERATIVI | Operati con forti ritardi per procedure di de-icing |
| Treni NS (Olanda) | SERVIZIO RIDOTTO | Blocco totale intorno ad Amsterdam fino alle 10:00; ora ripresa lenta |
| Meteo Schiphol | CRITICO | Neve e venti da Sud-Est; visibilità sotto i 500m |
La Fisica del Disastro: Perché 600 Voli?
Non è solo la neve a fermare le macchine, ma il ghiaccio chimico. KLM ha riferito che le scorte di liquido per il de-icing (una miscela di glicole e acqua riscaldata) stanno scarseggiando in tutta Europa a causa delle difficoltà di approvvigionamento dalla Germania.
Ogni aereo in partenza richiede circa 85.000 litri di fluido al giorno per decollare in sicurezza. Senza rifornimenti costanti e con il vento che soffia a 90 km/h, la sicurezza supera la necessità commerciale: il risultato è il grounding forzato della flotta.
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