Il mercato italiano dei viaggi d’affari entra in una fase di rallentamento, ma è chiamato a ripensare le proprie strategie in chiave sempre più internazionale. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Business Travel 2026 (mercato Italia), presentato a Milano il 29 gennaio, a cui ha partecipato Cisalpina Tours International (CTI) in qualità di partner, con l’intervento del Chief Commercial & Operations Officer Giorgio Garcea.
Secondo l’Osservatorio, il 2025 è stato segnato da un contesto macroeconomico complesso: dazi, tensioni geopolitiche, politiche protezionistiche e differenziazione delle strategie aziendali hanno spinto molte imprese italiane a ridurre o rimodulare le trasferte, privilegiando viaggi domestici o verso Paesi considerati a minore rischio.
Un’eccezione significativa è rappresentata dagli Stati Uniti, che hanno registrato un picco di viaggi nel primo semestre 2025, probabilmente legato alla chiusura di contratti prima dell’introduzione di nuove tariffe doganali.
CTI cresce in controtendenza e rafforza la presenza internazionale
In questo scenario, Cisalpina Tours International registra risultati in controtendenza. Il travel value della TMC è passato dai 300 milioni di euro del 2015 ai 640 milioni del 2025, con una presenza operativa in nove Paesi.
Nel dettaglio, il 2025 si è chiuso con: +6,8% di volumi, +7,9% di transazioni,+27% di clienti, Retention rate del 98%.
Numeri che confermano la solidità del modello CTI anche in una fase di incertezza del mercato.
La composizione del portafoglio clienti evidenzia una forte concentrazione in settori ad alta complessità: utilities (29%), trasporti e logistica (25%) e servizi (16%), ambiti in cui la gestione del travel richiede competenze verticali, consulenza e controllo dei costi.

Viaggi d’affari più consapevoli e focus su servizi premium
“Le aziende oggi viaggiano in maniera più consapevole”, spiega Giorgio Garcea, Chief Commercial & Operations Officer di CTI. “I top manager e i responsabili tecnici continuano a spostarsi con frequenza, mentre il middle management pianifica le trasferte con maggiore attenzione, ottimizzando i costi”.
Guardando al 2026, la strategia di CTI punta con decisione sull’espansione internazionale e sul valore del servizio: “La sfida per il prossimo anno è rafforzare ulteriormente la nostra presenza globale. Parallelamente, stiamo sviluppando servizi Premium e VIP Concierge, per arricchire l’esperienza di viaggio e offrire soluzioni sempre più tailor made ai business traveller”.
Per il 2026, CTI prevede un incremento del travel value del 6%.
Travel Risk Management e Duty of Care: le criticità emerse dall’Osservatorio
Tra i temi chiave affrontati dall’Osservatorio Business Travel 2026 c’è anche il Travel Risk Management, ambito in cui emergono ancora forti criticità. Il 45% delle aziende italiane dichiara infatti di avere una conoscenza parziale o nulla del Duty of Care, mentre solo un altro 45% delle imprese consapevoli dispone di una travel policy conforme agli obblighi di legge.
Un dato che assume ancora più rilevanza se si considera che, dal periodo post-Covid, le trasferte verso destinazioni con fattori di rischio sono aumentate del 36%.
“Proteggere i dipendenti in viaggio non è solo un dovere morale o legale”, sottolinea Garcea, “ma un investimento nella continuità operativa e nella reputazione aziendale. Il nostro approccio è proattivo: preparare le imprese al rischio, andando oltre la semplice gestione dell’emergenza, con soluzioni orientate alla prevenzione e alla mitigazione”.
CTI partner strategico per un business travel più evoluto
Con una strategia basata su internazionalizzazione, consulenza avanzata e servizi ad alto valore aggiunto, Cisalpina Tours International si conferma partner strategico per le aziende italiane che operano in un mercato dei viaggi d’affari in profonda trasformazione.
Un mercato sempre più attento a efficienza, sicurezza, personalizzazione e controllo dei costi, in cui il ruolo della TMC evolve da semplice fornitore a advisor globale per la mobilità aziendale.
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