dubai airport march 2026

Guerra nel Golfo: il turismo perde 600 milioni ogni giorno

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Il conflitto nel Golfo sta scatenando un’onda d’urto economica che minaccia di superare i danni causati dalla pandemia. Con la chiusura degli spazi aerei e il blocco dei principali snodi mediorientali, il settore dei viaggi sta affrontando una paralisi senza precedenti.

Secondo i dati più recenti del World Travel & Tourism Council (WTTC), l’operazione militare “Epic Fury” sta drenando circa 600 milioni di dollari ogni giorno dalle casse del turismo globale. La crisi non riguarda solo le destinazioni locali, ma colpisce l’intera architettura dei voli a lungo raggio.

Gli hub di Dubai (DXB), Abu Dhabi (AUH), Doha (DOH) e Bahrein, che rappresentano i gangli vitali delle rotte tra Occidente e Oriente, sono attualmente operativi a scartamento ridotto o totalmente bloccati.

I numeri della crisi in cifre:

526.000: i passeggeri che transitavano quotidianamente in questi hub prima del conflitto.

14%: la quota globale dei transiti aerei mondiali gestita dalla regione.

5%: il peso della regione sugli arrivi internazionali totali.

L’impatto sull’Italia: il grido d’allarme di Fiavet

L’Italia, meta d’elezione per i flussi provenienti dall’Asia e snodo per i viaggiatori italiani diretti verso l’Oceano Indiano, sta pagando un prezzo altissimo.

Le agenzie associate a Fiavet-Confcommercio hanno già calcolato una voragine nei bilanci nazionali: 222 milioni di euro di mancati ricavi stimati per le imprese turistiche italiane. A questi si aggiungono migliaia di cancellazioni per viaggi di nozze, tour organizzati e viaggi d’affari verso l’Oriente.

A differenza delle crisi passate, il problema attuale è duplice: ovviamente i costi del carburante: le rotte deviate per circumnavigare lo spazio aereo chiuso aumentano drasticamente i tempi di volo (fino a 3-4 ore in più per tratta) e i costi del cherosene. E poi la percezione del rischio: Il “sentiment” dei viaggiatori è ai minimi storici, con un effetto domino che sta colpendo anche le prenotazioni per l’estate 2026.

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