direttore generale Ita Airways Joerg Eberhart

Ita Airways vola con Lufthansa: margine operativo al 7% e seconda compagnia più redditizia del gruppo

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A poco più di un anno dall’ingresso di Lufthansa, Ita Airways registra ricavi per 3,15 miliardi, un Ebit rettificato di 220 milioni e conferma la sua crescita nel mercato europeo, nonostante le sfide geopolitiche e i costi del carburante in aumento

A poco più di un anno dall’ingresso del gruppo Lufthansa Group nel capitale di ITA Airways, emergono i primi risultati concreti della partnership industriale. Secondo quanto riportato da Leonard Berberi del Corriere della Sera che ha analizzato i dati contenuti nei documenti finanziari 2025 del gruppo tedesco la compagnia italiana avrebbe registrato un margine operativo rettificato del 7%, collocandosi tra le realtà più redditizie dell’intero gruppo.

Se confermato con l’approvazione definitiva del bilancio, il risultato posizionerebbe Ita al secondo posto tra le compagnie del gruppo, subito dopo Swiss International Air Lines, che ha registrato una redditività del 9,3%.

Il dato supera invece quello di altri vettori del gruppo come Eurowings (4,3%), Austrian Airlines (3,2%) e Brussels Airlines (1,7%). Anche la stessa compagnia madre Lufthansa ha chiuso l’anno con un margine operativo più contenuto, pari allo 0,9%.

I numeri operativi del 2025

Secondo i dati diffusi dalla compagnia e riportati nei documenti finanziari del gruppo, nel 2025 Ita Airways ha trasportato 16,2 milioni di passeggeri, generando ricavi passeggeri per circa 2,8 miliardi di euro.

Considerando anche cargo e altre attività accessorie, i ricavi complessivi hanno raggiunto circa 3,15 miliardi di euro, mentre l’EBIT rettificato si attesta a 220 milioni di euro, con una liquidità disponibile di circa 647 milioni di euro.

Il load factor medio della flotta si è attestato all’83,4%, un valore in linea con la media delle principali compagnie europee, secondo i dati del settore diffusi da International Air Transport Association.

Nel commentare i risultati, l’amministratore delegato e direttore generale Joerg Eberhart ha sottolineato come la compagnia abbia operato in un contesto complesso:

“In un contesto operativo estremamente sfidante, Ita Airways ha dimostrato solidità e capacità di tenuta commerciale. La crescita dei ricavi, la qualità della domanda e la performance del lungo raggio confermano la validità delle scelte strategiche”.

L’assetto azionario e le prossime mosse

Attualmente il capitale di Ita Airways è suddiviso tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano, che detiene il 59%, e il gruppo Lufthansa, che possiede il 41%.

L’accordo firmato nel 2023 prevede la possibilità per Lufthansa di aumentare progressivamente la propria partecipazione fino al 90%, attraverso l’acquisto di un ulteriore 49% dal Mef per circa 325 milioni di euro, operazione che potrebbe essere valutata dal consiglio di amministrazione del gruppo nelle prossime settimane.

L’ingresso del gruppo tedesco ha avviato un processo di integrazione industriale che include cooperazione commerciale, sinergie operative e progressivo inserimento di Ita nell’ecosistema del gruppo.

Le sfide operative

Nonostante i risultati positivi, il 2025 non è stato privo di criticità per il vettore italiano. Tra i principali fattori di pressione operativa: diversi aeromobili temporaneamente fermi a causa delle ispezioni straordinarie sui motori Pratt & Whitney montati sugli Airbus di nuova generazione; concorrenza crescente nel mercato italiano, uno dei più competitivi in Europa; instabilità geopolitica, soprattutto in Medio Oriente, che ha causato chiusure temporanee di alcune rotte.

A queste si aggiunge il confronto con i sindacati per il rinnovo degli accordi contrattuali e la revisione delle retribuzioni del personale.

Il peso dei fattori esterni

Secondo analisti del settore, il buon risultato di Ita nel 2025 è stato favorito anche da alcune condizioni di mercato particolarmente favorevoli.

Tra queste: la debolezza del dollaro rispetto all’euro, che ha ridotto alcuni costi operativi legati ai contratti denominati in valuta americana e il prezzo relativamente basso del carburante per aviazione durante gran parte del 2025.

Il carburante rappresenta infatti una delle voci più rilevanti nei costi delle compagnie aeree. Secondo le stime della International Air Transport Association, nel settore dell’aviazione il carburante può incidere fino al 30% dei costi operativi totali.

Il vero obiettivo: il pareggio strutturale

Nonostante l’EBIT positivo, l’obiettivo dichiarato dal management resta il raggiungimento di un pareggio di bilancio strutturale, cioè depurato da fattori straordinari o congiunturali.

Per questo motivo il management mantiene una posizione prudente sui risultati. Secondo fonti interne al settore, il risultato operativo “normalizzato” sarebbe ancora leggermente negativo, anche se il trend di miglioramento appare evidente.

Le incognite del 2026

Sempre Berberi mette in evidenza che il 2026 potrebbe tuttavia presentare uno scenario più complesso per tutto il settore dell’aviazione.

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e la conseguente volatilità del prezzo del petrolio stanno già incidendo sui costi del carburante. In Europa, il prezzo del jet fuel ha superato in alcune fasi 1.700 dollari per tonnellata, quasi il doppio rispetto ai livelli registrati a fine febbraio, prima dell’escalation delle tensioni nella regione.

Un aumento che potrebbe ridurre i margini di tutte le compagnie aeree europee, proprio mentre il settore continua a recuperare completamente i volumi di traffico pre-pandemia.

Leggi Anche: Accordo tra Ita Airways e Trenitalia per una mobilità sempre più integrata

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