La rivoluzione dei binari europei è pronta a superare le Alpi. Il modello italiano dell’Alta Velocità privata, che ha trasformato radicalmente il modo di viaggiare nel nostro Paese nell’ultimo decennio, si prepara a sbarcare in pianta stabile in Germania.
L’Agenzia federale delle reti (Bundesnetzagentur), l’autorità di regolazione tedesca guidata da Klaus Mueller, ha espresso parere favorevole all’apertura di una vera concorrenza sul mercato ferroviario a lunga percorrenza. Una decisione che scardinerà il quasi-monopolio storico di Deutsche Bahn (DB) sui corridoi più trafficati del Paese.
Stop al monopolio: più spazio sui binari per i nuovi operatori
Il fulcro della svolta regolatoria risiede in un limite stringente imposto a DB InfraGo, la società che gestisce l’infrastruttura ferroviaria tedesca: non sarà più possibile assegnare a un unico operatore oltre il 60-75% della capacità complessiva sulle linee ferroviarie ad alta domanda.
Fino ad oggi, la totale incertezza nell’assegnazione annuale delle “tracce” (gli slot orari di partenza dei treni) e degli spazi commerciali nelle stazioni aveva frenato i grandi investitori internazionali. Questa mossa garantisce invece che almeno un concorrente forte della divisione DB Fernverkehr (i treni Ice tedeschi) possa pianificare investimenti a lungo termine su tratte strategiche.
“Rafforziamo la concorrenza nel trasporto ferroviario a lunga percorrenza. Per i passeggeri questo si tradurrà direttamente in una migliore qualità del servizio e in prezzi dei biglietti molto più bassi”, ha commentato il presidente dell’Authority, Klaus Mueller.
La reazione della compagnia: “Segnale chiaro per una concorrenza autentica”
L’azienda ferroviaria italiana ha accolto con grande entusiasmo il pronunciamento di Bonn. Attravenso una nota ufficiale, Italo ha dichiarato di “prendere atto con soddisfazione del comunicato stampa odierno dell’Autorità di Regolazione tedesca che invia un chiaro segnale sul fatto che la Germania è pronta ad accogliere una concorrenza autentica nel trasporto ferroviario ad alta velocità, a beneficio di tutti i passeggeri”.
La compagnia ha poi sottolineato l’importanza tecnica di questa decisione per l’operatività sul campo: “In attesa della reintroduzione degli accordi quadro, le regole proposte consentono ai nuovi operatori di accedere alla capacità necessaria, in termini di tracce ferroviarie e spazi commerciali nelle stazioni, permettendo una concorrenza equa ed effettiva sul mercato. Confidiamo che anche l’Autorità Antitrust, la Commissione Monopoli ed il Comitato Consultivo per l’Infrastruttura Ferroviaria condividano questa impostazione”.
Un punto particolarmente apprezzato dal management italiano riguarda la tutela della capillarità della rete, fondamentale per chi viaggia per turismo o per lavoro anche fuori dalle grandi capitali: “Apprezziamo il fatto che la decisione salvaguardi i servizi ferroviari regionali. Un sistema ferroviario integrato al servizio di tutti i passeggeri, compresi quelli che viaggiano al di fuori dei principali corridoi, resta una priorità che condividiamo totalmente. Non appena sarà disponibile la decisione definitiva, analizzeremo nel dettaglio tutti gli aspetti tecnici”.
Il piano di Italo in Germania: 3,6 miliardi di euro e treni Siemens Velaro
Italo (controllata dal gruppo MSC della famiglia Aponte) ha accolto la notizia con estrema soddisfazione, confermando la solidità del proprio piano di espansione paneuropeo. La Germania rappresenta il primo, cruciale tassello dell’internazionalizzazione della compagnia.
I dati del progetto industriale in terra tedesca delineano un’operazione mastodontica:
- Investimento totale: circa 3,6 miliardi di euro.
- La nuova flotta: 1,2 miliardi di euro destinati all’acquisto di 26 treni ad alta velocità di ultima generazione prodotti da Siemens (sulla piattaforma Velaro), con un’opzione per ulteriori 14 convogli. I restanti 2,4 miliardi copriranno la manutenzione trentennale, lo sviluppo dei sistemi IT, i servizi di bordo e la formazione.
- Impatto economico sul territorio: previsti circa 250 milioni di euro all’anno di pedaggi versati al gestore della rete tedesca e la creazione di 2.500 posti di lavoro diretti e indiretti.
Le tratte del futuro: come si viaggerà tra le metropoli tedesche
L’avvio operativo dei servizi è previsto per la metà del 2028, con una flotta a regime di 30 convogli e ben 56 collegamenti giornalieri che andranno a connettere ben 18 città su una rete di circa 1.300 chilometri.
La mappa dei viaggiatori vedrà l’attivazione di due corridoi principali ad altissima frequentazione, riproponendo lo schema vincente che in Italia ha unito Roma e Milano:
- Monaco di Baviera – Colonia – Dortmund (con frequenza oraria)
- Monaco di Baviera – Berlino – Amburgo (con frequenza bioraria)
Il mercato tedesco della lunga percorrenza ferroviaria vanta già oggi volumi compresi tra i 110 e i 120 milioni di passeggeri all’anno. Secondo le stime degli analisti di Italo, l’introduzione di un mercato realmente competitivo e la conseguente riduzione dei prezzi potrebbero stimolare la domanda complessiva, facendola crescere di almeno il 40% nei prossimi anni. Un vantaggio netto per i turisti, i pendolari e i business traveler di tutta Europa, che beneficeranno di un sistema integrato, più efficiente e accessibile.
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