nuovo aeroporto Polonia

La Polonia scommette su un nuovo mega hub europeo: apertura prevista nel 2032

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Con un investimento da 30 miliardi di euro, il nuovo aeroporto tra Varsavia e Łódź punta a diventare uno dei principali hub del continente, integrando traffico aereo, alta velocità ferroviaria e rete stradale. Capacità prevista: 40 milioni di passeggeri l’anno

La Polonia rilancia la propria ambizione nel trasporto aereo europeo con Port Polska, il nuovo mega-aeroporto destinato a diventare uno dei principali hub del continente. L’infrastruttura, che aprirà ufficialmente nel 2032, sorgerà in posizione strategica tra Varsavia e Łódź e punta a gestire fino a 40 milioni di passeggeri all’anno, volumi comparabili a quelli di grandi scali internazionali come Heathrow, Istanbul o Charles de Gaulle.

Il progetto, inizialmente noto come Centralny Port Komunikacyjny (CPK), ha ricevuto la prima approvazione governativa nel 2017, ma ha attraversato una fase di stallo a causa di uno scandalo di presunta corruzione che ha coinvolto il precedente esecutivo. Con l’insediamento del nuovo governo guidato da Donald Tusk, eletto nel 2023, il piano è stato rilanciato con un nuovo nome e una nuova visione.

Un progetto chiave per la mobilità europea

Secondo il primo ministro polacco, Port Polska rappresenterà una vera svolta per il sistema dei trasporti del Paese. “Rivoluzionerà completamente i viaggi in tutta la Polonia e oltre“, ha dichiarato Tusk, sottolineando il ruolo dell’aeroporto come porta d’accesso all’Europa centro-orientale.

Il governo ha stanziato 131 miliardi di złoty, pari a circa 30 miliardi di euro, per la realizzazione dell’opera. I lavori di costruzione sono previsti a partire dal 2026, su un’area approvata di 2.585 ettari, una delle più ampie mai destinate a un’infrastruttura aeroportuale in Europa.

Aereo, treno e strada: un hub intermodale

Port Polska non sarà solo un aeroporto, ma un hub intermodale progettato per integrare trasporto aereo, ferroviario e stradale. Accanto alle piste sorgeranno un grande terminal passeggeri e una stazione ferroviaria ad alta velocità, che collegherà lo scalo alle principali città polacche.

Le stime indicano che circa il 40% dei passeggeri raggiungerà l’aeroporto in treno, soprattutto da Varsavia, con un tempo di percorrenza di circa 20 minuti. I collegamenti ferroviari ad alta velocità offriranno inoltre un’alternativa al volo per destinazioni come Cracovia, Danzica e Breslavia, mentre una nuova rete autostradale garantirà l’accesso da tutto il Paese.

Aerei da tutto il mondo, 24 ore su 24; il più grande hub dei trasporti della regione; la rete ferroviaria più veloce d’Europa: è questo che stiamo costruendo“, ha ribadito Tusk nei giorni scorsi.

Le caratteristiche dell’aeroporto

L’aeroporto aprirà con due piste parallele lunghe circa 4.000 metri, con la possibilità di aggiungere in futuro una terza e persino una quarta pista, in base alla crescita del traffico. Il progetto architettonico è affidato allo studio britannico Foster + Partners, già noto per la realizzazione di importanti infrastrutture aeroportuali a livello globale.

Il masterplan prevede anche una grande piazza di interscambio lato terra, concepita come uno spazio aperto e luminoso, “animato da una vegetazione rigogliosa e inondato di luce naturale“. Un’area pensata non solo per facilitare i flussi di passeggeri, ma anche come luogo di incontro per chi parte e per chi accoglie i viaggiatori.

Un nuovo inizio dopo le polemiche

Il cambio di nome in Port Polska segna simbolicamente la volontà di voltare pagina rispetto alle controversie del passato. Il precedente progetto CPK era finito sotto inchiesta per la vendita sospetta di 160 ettari di terreni strategici a una società privata, episodio che aveva rallentato l’avanzamento dell’opera.

Con il rilancio del piano, Varsavia punta ora a consolidare il proprio ruolo nel traffico aereo europeo e a intercettare una quota crescente dei flussi internazionali tra Europa, Asia e Medio Oriente. Una scommessa infrastrutturale che potrebbe ridisegnare la mappa dei grandi hub del continente nei prossimi decenni.

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