ATR, la società di Blagnac nata nel 1981 come joint venture tra le odierne Airbus e Leonardo, rilancia i suoi Turboelica Atr-42 e 72 grazie all’appeal che ha in alcuni dei principali mercati globali, come l’India e, soprattutto, gli Stati Uniti, dove si stanno pensionando i vecchi jet regionali da 50 posti che collegano i vari scali regionali negli States. Perfettamente sostituibili dai prodotti di casa Atr (vedi infografica sotto). Con circa 300 aerei che dovrebbero uscire dal mercato entro i prossimi 10 anni, si prevede che quasi un aeroporto regionale su dieci perderà tutti i servizi aerei di linea.

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ATR nel futuro si fa ibrido
ATR sta inoltre costruendo attivamente il futuro dei viaggi aerei regionali lanciando, entro il 2030, il primo aereo regionale ibrido-elettrico al mondo, con i test in atto su un ATR 72-600, nell’ambito del programma Clean Aviation dell’UE. Inoltre, attraverso il suo concetto EVO, ATR prevede un grande passo avanti in termini di efficienza sui nuovi motori, che verranno rinnovati in direzione ibrida con eliche migliorate. Il turboelica bimotore è impostato per offrire la compatibilità SAF al 100%.
I turboelica Atr sono operati da circa 200 compagnie aeree in oltre 100 paesi, aprendo in media 120 nuove rotte ogni anno. Emettono il 45% in meno di CO2 rispetto ai jet regionali di dimensioni simili e nel gennaio 2022 ha effettuato il primo volo commerciale in assoluto utilizzando il 100% di SAF in entrambi i motori.
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