I lavori a una pista di Malpensa (leggi: Malpensa: lavori su una delle due piste dal 16 marzo al 9 maggio. Controllate i vostri voli!) comporterà di rimodulare tanti voli sullo scalo lombardo, a traslocarne altri su Linate (leggi qui: Malpensa, chiude una pista dal 16 marzo. Ecco le tratte che si spostano a Linate) mentre l’unico volo intra-hub su Fiumicino lanciato da Aeroitalia lo scorso gennaio (leggi qui: Il ritorno della Roma Fiumicino-Milano Malpensa grazie ad Aeroitalia) verrà sospeso e, probabilmente, non riprenderà dopo la fine dei lavori.
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Lavori a Malpensa, stop al volo su Fiumicino di Aeroitalia
Uno stop, quello di Aeroitalia sul Malpensa-Fiumicino, che ha suscitato le ire del numero uno del vettore italiano Gaetano Intrieri che si sfoga in un post su Linkedin, che noi riportiamo nella sua interezza, e dove sottolinea di aver trasportato oltre 100.000 passeggeri. Tra cui, leggendo nei commenti, anche ticinesi, che si appoggiano su questo volo per volare sulla Capitale Italiana.
“In questi giorni stiamo ricevendo moltissimi messaggi sul futuro del collegamento Roma Fiumicino – Milano Malpensa. È giusto quindi dire le cose come stanno.
Oltre un anno fa abbiamo deciso di investire su questa rotta perché credevamo – e crediamo ancora – che collegare con più frequenze giornaliere i due principali hub italiani fosse una scelta strategica per il Paese. Non solo un volo point-to-point, ma un’infrastruttura di sistema: un ponte tra Nord-Ovest e Capitale, tra due poli economici fondamentali.
Abbiamo trasportato circa 100.000 passeggeri. Senza contributi. Senza sostegni. Senza trattamenti di favore.
Nel frattempo, rotte molto meno “di sistema” continuano a essere sostenute economicamente, mentre chi prova a costruire un collegamento strutturale tra i due hub nazionali viene lasciato solo. È evidente che, ancora una volta, la logica prevalente non è quella del sistema Paese, ma quella dell’incentivo a breve termine.
Come se non bastasse, a seguito dei lavori sulla pista di Malpensa, Assoclearance ci ha comunicato che sulla MXP–FCO è disponibile un solo slot: partenza al mattino da Malpensa e rientro solo la sera. Tradotto: un aeromobile fermo a Roma per circa 12 ore. Qualsiasi operatore sa che in queste condizioni la rotta diventa insostenibile.
Dovremmo far finta di nulla? Dovremmo tenere un aereo fermo mezza giornata solo per dire che il collegamento esiste? Noi non facciamo operazioni di facciata.
Se questa rotta non è ritenuta strategica da chi dovrebbe avere una visione complessiva del sistema aeroportuale italiano, allora ne prendiamo atto. Ma è giusto che sia chiaro: non è il mercato a bocciare il collegamento tra i due hub italiani. È l’assenza di una visione.
Tra poco, in Italia, non ci sarà più un volo diretto tra Fiumicino e Malpensa. E le low cost – che negli anni hanno beneficiato di contributi e incentivi di ogni tipo – non hanno alcun interesse a svolgere un ruolo di sistema.
Noi abbiamo fatto la nostra parte. Con investimenti veri. Con rischi veri. Con 100.000 passeggeri trasportati.
Chi doveva fare la propria, evidentemente, no”.
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Ricordiamo che Aeroitalia ad oggi opera tre voli giornalieri tra i due scali con un Embraer 195 da 118 posti, con ottimi load factro: “lo dimostra il fatto che vi abbiamo dedicato macchine sempre più grandi, rispondendo con una sempre maggiore offerta di posti a una domanda sostenuta. Eravamo partiti con l’ATR 72 da 68 posti, per passare poi all’Embraer 175 da 88 posti e infine all’Embraer 195 da 118 posti“ dice Intrieri in una nota.
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