Luca Patanè BizTravelForum Lab

Luca Patanè, Uvet: “Il mercato tiene nonostante la guerra, ora la sfida è l’intelligenza artificiale”

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Il business travel è diventato uno strumento strategico per aiutare le imprese a muoversi in uno scenario internazionale sempre più complesso, dove geopolitica, innovazione tecnologica, sicurezza e personalizzazione incidono sulle scelte delle aziende quanto costi ed efficienza.

È da questa consapevolezza che nasce Business Travel Forum Lab, il nuovo format che ha debuttato il 30 giugno presso il Centro Congressi di Una Hotels San Lazzaro Bologna. Ideato da Luca Patanè, presidente del Gruppo Uvet, il Lab affianca e amplia il percorso avviato nel 2003 con il BizTravel Forum, l’appuntamento annuale di novembre a Milano organizzato dal Gruppo Uvet.

Al centro del confronto, il nuovo ruolo del travel management in uno scenario segnato da tensioni geopolitiche, innovazione tecnologica e nuovi modelli di mobilità. L’intelligenza artificiale accelera i processi, ma il valore aggiunto resta il fattore umano.

“A ognuno la sua misura – fra guerra e pace”: il filo conduttore del Lab

La prima edizione ha scelto come filo conduttore “A ognuno la sua misura – fra guerra e pace”, un titolo che sintetizza il nuovo contesto nel quale il business travel è chiamato a operare. Non più un semplice momento di confronto tra operatori, ma un laboratorio di idee, itinerante sul territorio nazionale, capace di mettere attorno allo stesso tavolo imprese, manager, analisti, accademici, operatori della filiera, rappresentanti del mondo delle infrastrutture — aeroportuali e ferroviarie — e protagonisti della mobilità per interpretare il cambiamento.

La scelta dell’Emilia-Romagna per il debutto non è casuale: territorio tra i più dinamici d’Europa per manifattura, innovazione ed export, rappresenta uno dei principali poli produttivi del Paese e un ecosistema nel quale il business travel continua a essere un fattore di competitività per le imprese.

Abbiamo raccolto direttamente da Luca Patanè i temi che hanno ispirato questa prima edizione.

Patanè: “Il mercato del business travel è solido in Italia nonostante la guerra”

Quali sono i temi che hanno ispirato questa edizione?

C’è un tema geopolitico di grande difficoltà in questo momento che ci ha spinto a parlarne e a vedere cosa è successo nel mercato del business travel», spiega Patanè. “Il mercato del business travel è solido in Italia nonostante la guerra. E nonostante le interruzioni che ci sono state quando è scoppiata la guerra, è un mercato che funziona“.

Un mercato, aggiunge il presidente di Uvet, attraversato però da una discontinuità profonda

C’è un cambiamento in questo mercato, c’è una discontinuità che è dovuta alla tecnologia e alle nuove generazioni, come abbiamo visto durante il forum. Ci sono nuovi travel manager, nuovi viaggiatori che stanno entrando adesso nel mondo del lavoro, quindi cambiano i processi d’acquisto, cambiano gli approcci, cambiano i sistemi, però alla fine il servizio va erogato. Quindi dobbiamo rimanere molto cauti e offrire sempre un buon servizio affinché i nostri clienti siano contenti. La soddisfazione del cliente è fondamentale“.

Un impegno che per il Gruppo Uvet si misura su numeri concreti: “Noi abbiamo un’azienda che fa circa 4 milioni e 200 mila transazioni all’anno e ha circa un milione di viaggiatori. Il fatto di conoscerli, profilarli e anticiparli nel servizio si può fare grazie alla tecnologia“.

Sul fronte tecnologico, secondo Patanè l’intelligenza artificiale rappresenta un acceleratore, non un sostituto delle competenze: consentirà di sviluppare piattaforme più evolute, costruire programmi di viaggio sempre più accurati, conoscere meglio il cliente e anticiparne le esigenze. Ma il governo dei processi continuerà a essere affidato alle persone. “È l’uomo che insegna alla macchina“, ha ribadito il presidente del Gruppo Uvet, convinto che la tecnologia debba affiancare, e non sostituire, la capacità decisionale e relazionale.

Quali linee tecnologiche stia seguendo in particolare il Gruppo Uvet?

Abbiamo investito da tre anni nello sviluppo dei big data e dell’intelligenza artificiale”, racconta. “Abbiamo investito nel linguaggio, quindi nel cercare di capirlo, interpretarlo e fornire delle risposte grazie alla sua interpretazione“.

Ma l’investimento più significativo, secondo Patanè, è stato quello sui processi interni: “Poi abbiamo fatto un investimento interno importante razionalizzando le procedure interne. Ci siamo focalizzati sui cambiamenti delle procedure interne perché spesso le aziende sono restie al cambiamento. Invece noi abbiamo capito che questa è una chiave di volta per l’efficienza dell’azienda stessa”.

Il principio del fattore umano trova conferma soprattutto nelle situazioni di emergenza. Durante le recenti crisi geopolitiche, come quelle che hanno interessato il Golfo, il valore del servizio non si è misurato nella capacità di riprogrammare un volo, ma nell’assistenza fornita ai viaggiatori bloccati, attraverso un presidio umano dedicato, in grado di ascoltare, rassicurare e trovare soluzioni. Un esempio concreto di come il duty of care sia oggi parte integrante del business travel.

Leggi Anche: Classifica TMC 2026, Uvet si conferma prima in Italia. Luca Patanè commenta: “Noi continuiamo a lavorare per rafforzare la nostra posizione”

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