Il settore MICE (Meetings, Incentives, Conferences, and Exhibitions) sta vivendo una metamorfosi senza precedenti. L’era delle sale conferenze asettiche, illuminate da luci al neon e circondate da pareti in cartongesso, sembra essere giunta al tramonto. Oggi, il successo di un evento aziendale non si misura più solo dal numero di partecipanti, ma dalla capacità di generare un impatto emotivo e memorabile.
Ma cosa sta spingendo le aziende a fuggire dai classici hotel d’affari per rifugiarsi in castelli, ex fabbriche e spazi immersivi?

Il declino della “sala conferenze anonima”
Per decenni, la scelta della location è stata guidata esclusivamente dalla logistica: vicinanza all’aeroporto, numero di sedie e affidabilità del Wi-Fi. Tuttavia, nell’era post-pandemica, con il lavoro ibrido che domina il panorama professionale, l’evento fisico deve offrire qualcosa che Zoom non può replicare: l’esperienza.
Secondo il recente report di American Express Meetings & Events, la richiesta di “location non tradizionali” è aumentata del 40% nell’ultimo biennio. Le aziende cercano luoghi che raccontino una storia, capaci di riflettere i valori del brand e di stimolare la creatività dei dipendenti.
Ma quali sono i driver del cambiamento?
Partiamo dall'”egagement dei dipendenti”: in un mercato del lavoro competitivo, l’evento aziendale è uno strumento di employer branding. Ma conta molto anche la sostenibilità: le location storiche o rurali spesso permettono una gestione più “green” e autentica rispetto ai grandi complessi energivori. Ciliegina sulla torta è quello che viene chiamato “Networking spontaneo”. In pratica spazi meno formali dovrebbero favorire conversazioni più fluide e autentiche rispetto alle rigide disposizioni a platea.

Le nuove frontiere delle location MICE
Il mercato si sta spostando verso tre tipologie principali di spazi “alternative”:
1. Archeologia Industriale e Hub Creativi
Ex officine, loft urbani e magazzini riconvertiti offrono un’estetica “raw” che piace particolarmente ai settori tech e fashion. Questi spazi permettono una personalizzazione totale (il cosiddetto dry hire), trasformando l’evento in una vera installazione artistica.
2. Dimore Storiche e Castelli
In Italia, il trend del “Bleisure” (Business + Leisure) vede una crescita esponenziale. Organizzare un meeting tra gli affreschi di una villa medicea o in un borgo medievale non è più visto come un lusso superfluo, ma come un investimento nel benessere dei partecipanti.
3. Spazi Immersivi e Tecnologici
Nonostante la fuga dall’anonimato, la tecnologia resta centrale. Location dotate di pareti LED a 360° e realtà aumentata permettono di creare mondi virtuali senza rinunciare alla presenza fisica, come evidenziato dalle tendenze analizzate da Meeting Professionals International (MPI).
Il settore MICE non è solo una questione di prestigio, ma un motore economico vitale. Secondo l’Osservatorio di Federcongressi&eventi, il settore in Italia ha mostrato una ripresa robusta, con una spesa media per evento in aumento quando la componente “esperienziale” è predominante.
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